CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Il porto di Taranto continua a registrare dati negativi nei traffici merci del 2026, con un andamento sostenuto solo dai risultati eccezionali di giugno e luglio.
Il terzo trimestre si è concluso con un incremento del 9,1%, trainato soprattutto dal boom di luglio, quando le movimentazioni sono cresciute del 104,9%. Come riportato da “Il nuovo Quotidiano di Puglia”, il risultato è però legato a fattori contingenti, come il temporaneo utilizzo dello scalo ionico da parte delle compagnie marittime a causa delle difficoltà riscontrate in altri porti.
Resta debole il traffico commerciale e non decolla il settore container, mentre preoccupa il calo delle rinfuse industriali legate all’ex Ilva. A settembre le merci movimentate sono state oltre 667 mila tonnellate, ma le rinfuse solide destinate al siderurgico sono diminuite del 40% rispetto all’anno precedente.
Lo stop della produzione dell’ex Ilva e il progressivo spegnimento degli altiforni rischiano inoltre di ridurre ulteriormente l’arrivo di materie prime, incidendo sui volumi futuri del porto.
Per rilanciare lo scalo, secondo gli operatori, occorre accelerare sui dossier aperti, dal rapporto con Yilport ai progetti dell’eolico offshore, fino all’attrazione di nuovi investimenti.
Nel frattempo l’Autorità portuale ha avviato NET, la prima Comunità energetica rinnovabile portuale d’Italia, che coinvolge imprese, associazioni e presto anche famiglie dei quartieri Tamburi, Città Vecchia e Porta Napoli, con l’obiettivo di favorire la transizione energetica e la decarbonizzazione dell’area portuale.