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Il consigliere comunale Luca Contrario difende l’assessora Mary Simeone e critica opposizioni, stampa e social: «La vera vittima è stata la serenità della bambina»


Sul caso della mensa scolastica intervenendo, il consigliere rompe il silenzio e punta il dito contro quella che definisce una narrazione «romanzata e ingigantita ad arte», difendendo l'operato dell'amministrazione comunale e dell'assessora Mary Simeone.
«Rischio di essere impopolare e di alzare una voce fuori dal coro, ma non posso accettare l'ipocrisia che su questa vicenda si sta accumulando a palate», afferma Contrario.
Secondo il consigliere, l'episodio, pur essendo stato «spiacevole» e fonte di un disguido, sarebbe stato amplificato ben oltre la sua reale portata. «Un conto è la realtà dei fatti, dove la bambina non appartiene a una famiglia disagiata, una famiglia alla quale la morosità era stata segnalata da mesi; non ha mai subito scene drammatiche, non le è stato tolto il pasto di mano e non è stata lasciata a guardare i compagni mangiare. Un altro conto è l'immaginario distorto costruito ad arte».
Contrario accusa inoltre chi, a suo dire, avrebbe preferito cavalcare una vicenda emotivamente forte piuttosto che approfondirne i contorni reali. «A pochi interessa approfondire la verità: è molto più facile far rimbalzare una storia strappalacrime con buoni e cattivi, vittime e carnefici, e questo purtroppo è avvenuto a tutti i livelli».
Il consigliere individua tre aspetti che ritiene particolarmente gravi. Il primo è «lo sciacallaggio politico», con riferimento alle critiche rivolte all'amministrazione comunale. Il secondo riguarda «la superficialità del giornalismo, soprattutto nazionale», accusato di aver privilegiato l'effetto mediatico alla verifica dei fatti. Il terzo è rappresentato dagli «attacchi personali» rivolti all'assessora Mary Simeone.
«Persona preparata, competente e sensibile, che nulla aveva a che fare con l'episodio in sé e che, appena ne è venuta a conoscenza, si è attivata per una risoluzione immediata. A lei vanno tutta la mia solidarietà per il fango ingiustamente ricevuto e il mio sostegno per l'attività che svolge con efficacia», sottolinea.
La riflessione finale è dedicata alla minore coinvolta nella vicenda. Per Contrario, il vero danno rischia di essere stato provocato dall'enorme eco mediatica del caso.
«Se tutti avessero davvero voluto proteggerla, un episodio che poteva essere risolto, e che è stato effettivamente risolto, nel giro di poche ore e lontano dai riflettori, non sarebbe mai dovuto finire in questa gogna mediatica. È proprio questo assurdo circo mediatico che, a differenza del fatto tecnico in sé, potrebbe aver compromesso più di ogni altra cosa la serenità della minore, lasciando una traccia permanente sul web e sui social che resterà nel tempo».
Quindi la conclusione: «Mi spiace aver visto troppe persone che, per qualche like e per un facile consenso, hanno scelto di cavalcare acriticamente una storia romanzata e ingigantita ad arte».

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