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La Cgil Taranto chiede chiarimenti urgenti all'Amministrazione comunale dopo il caso, riportato dagli organi di stampa, di una bambina di 9 anni alla quale sarebbe stato negato il pasto scolastico a causa di una situazione di morosità familiare. Per il sindacato, la vicenda impone un approfondimento immediato e una verifica delle eventuali responsabilità.


«Se c'è un problema di natura burocratica si risolve adeguatamente, ma non si scarica sui bambini l'effetto di una decisione del genere», afferma la segretaria della Cgil Taranto, Tiziana Ronsisvalle, sottolineando come la mensa scolastica rappresenti un elemento fondamentale del diritto allo studio e dell'inclusione.
Secondo il sindacato, le difficoltà economiche delle famiglie non possono trasformarsi in motivo di discriminazione o umiliazione per gli alunni. «Il pasto scolastico non è un servizio accessorio, è parte integrante del diritto allo studio», evidenzia Ronsisvalle.
La Cgil torna inoltre a sollecitare una revisione dei regolamenti comunali che disciplinano l'accesso ai servizi sociali, scolastici ed educativi. L'obiettivo è introdurre criteri più flessibili, in grado di tenere conto delle diverse condizioni familiari ed evitare automatismi che possano generare esclusione sociale.
Tra le proposte avanzate dal sindacato vi è l'istituzione di un tavolo permanente di confronto e di un Osservatorio territoriale sulle politiche educative che coinvolga istituzioni, scuole, famiglie, organizzazioni sindacali e terzo settore. Uno strumento che, nelle intenzioni della Cgil, dovrebbe favorire l'individuazione dei bisogni sociali e la prevenzione delle disuguaglianze.
«Riteniamo che ci debba essere una revisione e un'armonizzazione dei regolamenti che tengano conto di una condizione sociale che cambia e che si impoverisce», aggiunge la segretaria della Cgil Taranto.
Il sindacato rinnova infine la richiesta di un incontro con l'Amministrazione comunale, già avanzata nei mesi scorsi, sostenendo la necessità di interventi strutturali capaci di mettere al centro i diritti delle persone e la dignità dei minori.
«La dignità dei bambini e delle bambine non è negoziabile. Il diritto allo studio non ammette discriminazioni», conclude la Cgil Taranto.

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