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Un cappellone industriale (corpo illuminante a campana) caduto da oltre venti metri, per pura casualità senza feriti, riaccende l’allarme sulla sicurezza all’interno dello stabilimento siderurgico di Taranto.

L’episodio, avvenuto il 1° maggio nel reparto Treno Lamiere, è stato segnalato in una lettera formale indirizzata al direttore d’area ingegner Blandamura, al capo produzione Lamiere e al RSPP di stabilimento, firmata dai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) di Fim, Fiom, Uilm e Usb.Nella comunicazione, datata 5 maggio 2026, i rappresentanti denunciano «gravi criticità sulla sicurezza» e parlano di un evento «classificabile come near miss», cioè un mancato infortunio che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche. «Solo per mera casualità non si sono registrate conseguenze per le persone», scrivono, sottolineando che la caduta del corpo illuminante, installato sotto la copertura del capannone, è avvenuta «in prossimità di un’area frequentata dai lavoratori e lungo la via di accesso al pulpito principale».
La nota evidenzia inoltre che gli RLS «non sono stati informati dell’accaduto, venendone a conoscenza solo in queste ore attraverso segnalazioni informali e anonime». Un’omissione definita «inaccettabile», che si aggiunge a una serie di criticità già segnalate in passato «sullo stato di usura delle strutture di sostegno e dei sistemi di ancoraggio dei corpi illuminanti».
I firmatari parlano di «evento sentinella» e di una situazione che «richiede interventi immediati», ricordando che le richieste di verifica «sono rimaste senza riscontro concreto». A rendere il quadro ancora più grave, scrivono, è «il ricorso massiccio alla cassa integrazione proprio per il personale della manutenzione elettrica e meccanica, con una parte significativa degli addetti posta addirittura a zero ore». Una scelta «incomprensibile», che secondo i RLS «rischia di incidere direttamente sui livelli di sicurezza degli impianti e delle strutture».
La lettera si chiude con un richiamo netto alla responsabilità aziendale e istituzionale: «Preoccupa fortemente il persistente mancato coinvolgimento degli RLS e delle rappresentanze sindacali nelle tematiche di sicurezza del reparto. Una gestione della sicurezza che esclude i rappresentanti dei lavoratori non solo contrasta quanto previsto dal D.Lgs. 81/2008, ma lascia intendere una volontà di trattare tali aspetti in modo unilaterale».
Un documento che, più che una segnalazione tecnica, suona come un atto d’accusa: «Riteniamo quanto sopra descritto gravissimo e non in linea con l’intento degli enti governativi di interloquire con esiti positivi nella materia della sicurezza». Un appello che chiede risposte immediate, prima che la prossima “casualità” non basti più a evitare una tragedia.

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