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Foto F. Manfuso

In un’ordinanza asciutta ma densa di rilievi, il Tar di Lecce ha respinto l’istanza cautelare presentata da Sergen S.r.l. contro il Comune di Taranto nella complessa vicenda legata alla gestione dei Giardini Virgilio.

I giudici amministrativi, riuniti in camera di consiglio il 13 maggio, hanno ritenuto che non sussistano i presupposti per sospendere gli atti con cui Palazzo di Città ha disposto la cessazione della concessione, la revoca della licenza di somministrazione e, infine, l’ordinanza di rilascio e sgombero dell’area.
L’ordinanza ricostruisce innanzitutto il quadro amministrativo: la concessione per l’occupazione del suolo pubblico era scaduta e, come sottolinea il collegio, «non sussiste alcun diritto d’insistenza in capo al concessionario né alcuna aspettativa a ottenerne il rinnovo». Una precisazione che chiude la porta a qualsiasi pretesa di prosecuzione automatica del rapporto concessorio. La nota del 19 novembre 2025, che Sergen aveva richiamato come elemento favorevole, viene qualificata dai giudici come un atto “meramente interinale”, utile solo a regolare i rapporti nelle more del procedimento, poi concluso con la decisione del Comune del 16 marzo 2026 di «escludere in via definitiva ogni ulteriore ipotesi di rinnovo, proroga o prosecuzione del rapporto concessorio».
Ma il cuore dell’ordinanza è altrove. Il Tar evidenzia come la scelta dell’amministrazione sia sorretta non solo dalla scadenza del titolo, ma soprattutto dalle risultanze delle ispezioni condotte dal Nucleo dei Nas dei Carabinieri e dall’Asl di Taranto, nonché dal decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip il 10 marzo e dall’ordine di esecuzione del giorno successivo. Dagli atti emergono «numerose difformità edilizie» e «violazioni delle disposizioni igienico sanitarie», elementi che – secondo il collegio – rendono legittimi i provvedimenti comunali e, anzi, incompatibile qualsiasi ipotesi di prosecuzione dell’attività, anche limitatamente al piccolo bar presente nell’area.
Da qui la conclusione sull’assenza del periculum in mora: per i giudici non vi è alcun danno imminente e irreparabile da scongiurare, poiché l’attività non potrebbe comunque proseguire alla luce del sequestro e delle irregolarità contestate, che «non risultano neppure documentalmente sanate».
L’istanza cautelare viene quindi respinta, con compensazione delle spese della fase. 
Una decisione che, pur non chiudendo il giudizio nel merito, segna un passaggio significativo nella vicenda dei Giardini Virgilio, confermando – almeno in questa fase – la piena legittimità dell’azione amministrativa del Comune di Taranto.
Decisione quella del Tar di Lecce contro la quale il gestore dei Giardini Virgilio, come ha scritto sulla sua pagina social, ricorrerà al Consiglio di Stato.

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