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La Polizia di Stato, nelle prime ore della mattinata odierna, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lecce, su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia, nei confronti di 21 persone ritenute presunte componenti di un sodalizio criminale di tipo mafioso, con base operativa nel comune di Manduria.


​I reati contestati, oltre al 416bis c.p., vanno dall’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e spaccio, alla detenzione illegale di armi da guerra con relativo munizionamento, porto illegale di armi comuni da sparo con matricola abrasa, ricettazione, porto in luogo pubblico di ordigni esplosivi, estorsione, rapina, tutti aggravati dalla circostanza di aver agito avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e di omertà derivanti dall’appartenenza al clan (c.d. metodo mafioso) nonché al fine di agevolarne l’attività.​
Tra le condotte estorsive si evidenziano sia quelle commesse in danno di imprenditori locali che degli occupanti abusivi di un complesso residenziale di Manduria, costretti a versare mensilmente somme di denaro al clan, dietro la minaccia di violente aggressioni fisiche o di distacco delle utenze domestiche.
L’articolata attività investigativa condotta dagli investigatori della Squadra Mobile di Taranto sotto il coordinamento della D.D.A., ha documentato le condotte illecite del gruppo criminale dal termine del 2021 ai primi mesi del 2023.
Tra i soggetti destinatari della misura restrittiva spicca la figura del “capoclan”, noto alle cronache con il soprannome di "Stellina", storico fondatore e guida dell'omonimo sodalizio operante a Manduria e nei comuni limitrofi, nonché figura di primario rilievo e punto di riferimento strategico per decenni all'interno delle dinamiche della Sacra Corona Unita.
Le precedenti indagini della D.D.A. di Lecce hanno evidenziato come, nonostante la lunga detenzione e la rigidità del regime del carcere duro, abbia costantemente tentato di mantenere la leadership dell'organizzazione, veicolando direttive ed ordini all'esterno attraverso sodali e canali familiari per preservare il controllo egemonico sull'intero versante orientale della provincia ionica.
Insieme a lui, figurano tra gli indagati ulteriori personaggi storici della malavita organizzata locale che ne garantivano l'operatività sul territorio.
Le indagini hanno inoltre consentito di raccogliere indizi utili a delineare la dinamica del grave e violento fatto di sangue avvenuto a Manduria il 23 febbraio 2023, costato la vita a Natale Nasser Baktiari.
La vittima sarebbe stata inviata dal fratello — figura di rilievo all'interno di un canale di approvvigionamento di cocaina per conto del sodalizio manduriano — per riscuotere un credito derivante da una precedente cessione di droga.
I responsabili dell'omicidio furono sottoposti nel febbraio del 2023 ad un Decreto di Fermo di Indiziato di Delitto emesso dal Pubblico Ministero ed eseguito dalla Squadra Mobile di Taranto, trovando oggi ulteriore e definitivo riscontro nell'ambito dell'odierno quadro cautelare.
All’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare hanno collaborato con la Squadra mobile di Taranto anche gli equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine di Lecce e Bari, dei Cinofili Antiesplosivo e antidroga di Bari e Napoli, delle Squadre Mobili di Avellino, Benevento, Brindisi, Lecce, Matera e Potenza, nonché delle SISCO di Lecce, Napoli e Potenza.
Si ricorda che per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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