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Una residenza per anziani totalmente abusiva, pazienti maltrattati e abbandonati privi di assistenza medica e infermieristica, nonchè attività illecite nella sfera patrimoniale delle vittime.


Operazione dei NAS dei Carabinieri di Taranto nei confronti dei tre persone sottoposte agli arresti domiciliari (un'altra è indagata a piede libero per ricettazione), dando così esecuzione a un’ordinanza emessa dall’Ufficio GIP del Tribunale di Taranto.
Le complesse indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto, hanno permesso di fare luce sulla gestione di una residenza per anziani totalmente abusiva, priva di qualunque autorizzazione e gestita da un sedicente operatore socio-sanitario (OSS).
Il quadro delineato dai militari dell’Arma ha svelato una drammatica realtà quotidiana: gli ospiti della struttura, tutte persone vulnerabili e affette da gravi e certificate patologie fisiche e psichiche, venivano continuativamente maltrattati e abbandonati in uno stato di totale assenza di assistenza medica e infermieristica.
Oltre alle condotte di negligenza disumanizzante, gli indagati avevano ampliato le loro attività illecite anche al patrimonio delle vittime. Le indagini hanno rilevato che uno dei residenti era stato soggetto a un sistematico caso di appropriazione indebita. L'amministratore "de facto" abusava e falsificava i mezzi di pagamento elettronici dell'anziano per usare i fondi esclusivamente per il proprio beneficio. I proventi del reato venivano in parte trasferiti a un quarto soggetto, ora indagato per ricettazione, nonostante non avesse partecipato direttamente al reato principale.
Insieme alle misure personali, il GIP del Tribunale ionico ha ordinato il sequestro preventivo dei beni mobili e immobili coinvolti nel reato. I Carabinieri hanno quindi sigillato l'intera abitazione civile utilizzata come struttura assistenziale illegale e tutto il materiale sanitario presente. 
Infine, nei confronti del principale responsabile dell'appropriazione indebita, è stato eseguito un sequestro preventivo equivalente alla somma sottratta, pari a circa quaranta mila euro. Questo è stato esteso a beni mobili, immobili, titoli di credito e partecipazioni societarie riconducibili all'indagato (complessivamente circa 300mila euro).
Conclusa la procedura, gli anziani ospitati sono stati trasferiti in una struttura sanitaria e socio-assistenziale adeguata.

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