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Torna domenica 4 ottobre l'appuntamento con #domenicalmuseo al Museo archeologico nazionale di Taranto.
Il MArTA aderisce all'iniziativa promossa dal Ministero della Cultura che consente l'accesso gratuito ai musei e ai luoghi della cultura statali. I visitatori potranno ammirare sia il percorso permanente sia la mostra temporanea dedicata agli atleti e alle competizioni nel Mediterraneo.
Domenica 4 ottobre il Museo archeologico nazionale di Taranto aprirà gratuitamente le proprie porte al pubblico in occasione di #domenicalmuseo, l'iniziativa del Ministero della Cultura che dal 2014 permette l'ingresso libero nei musei, nei parchi archeologici e nei luoghi della cultura statali italiani ogni prima domenica del mese.
Il museo sarà visitabile dalle 8.30 alle 19.30, con ultimo ingresso previsto alle 18.45.
L'accesso gratuito consentirà di visitare l'intera collezione permanente del MArTA e la mostra temporanea “L'Arte della Vittoria. Atleti e competizioni nel Mediterraneo”, inaugurata il 25 luglio scorso e aperta fino a gennaio 2027.
L'esposizione, realizzata alla vigilia dei XX Giochi del Mediterraneo e nell'ambito del LXV Convegno Internazionale di Studi sulla Magna Grecia, propone una lettura approfondita della pratica atletica nel mondo antico, evidenziandone non solo l'aspetto agonistico ma anche il valore etico e morale che accompagnava la formazione degli atleti.
Fulcro della mostra è una delle testimonianze più importanti custodite dal museo, la celebre Tomba dell'Atleta, che conserva i resti di un atleta vissuto e morto a Taranto agli inizi del V secolo a.C. Le vittorie conquistate nei giochi di Atene sono documentate dalle grandi anfore panatenaiche collocate ai quattro lati del monumentale sarcofago.
Il percorso espositivo ripercorre inoltre la scoperta della sepoltura, avvenuta nel dicembre 1959 in via Genova a Taranto, e presenta i risultati delle più recenti analisi genetiche effettuate sui resti dell'atleta vissuto circa 2.500 anni fa.
Le ricerche sono il frutto della collaborazione tra il MArTA, il Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Charles Darwin” della Sapienza Università di Roma, il Cnr e l'Università di Tartu, in Estonia, offrendo nuovi elementi di conoscenza su una delle figure simbolo dell'archeologia tarantina.