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Giochi, cantieri avanti senza stop. Abodi: navi e servizi tecnologici, ultimi tasselli da definire (VIDEO)

Foto Studio Ingenito

 

Prima il sopralluogo alle piscine olimpiche, poi di corsa allo stadio Erasmo Iacovone (qui i lavori procedono a ritmo serrato, è stata completata la messa in opera della struttura portante la copertura dell’impianto di calcio) per rientrare nella sede di palazzo Troilo, in città vecchia, del comitato organizzatore locale dei Giochi del Mediterraneo per una riunione tecnica per dirigersi, poi, in provincia alla volta di Massafra e Martina Franca per visionare i rispettivi Palazzetti dello sport i cui interventi di riqualificazione e restyling sono terminati.


Si è dipanata così la mensile visita tarantina del ministro dello Sport, Andrea Abodi. Accolto dall’ing. Silvio Scarcelli, direttore della struttura commissariale (il commissario Massimo Ferrarese era assente perché colpito da un lutto familiare) e dal direttore del comitato organizzatore locale, Carlo Molfetta.
«Avevo detto che ogni 21 del mese sarei venuto a Taranto per monitorare la situazione, ed eccomi qui», ha esordito il ministro raggiungendo la terrazza della Camera di commercio (dove ha sede la struttura commissariale) e dalla quale si possono vedere gli imponenti lavori che stanno riguardando le due piscine olimpiche dello Stadio del nuoto, struttura adiacente alla CdC.
Lavori che sono stati illustrati al ministro, mentre questi era intento a registrare un filmato sugli interventi in corso nel cantiere, dall’ing. Scarcelli. «Sono stati gettati tutti i solai – ha esordito il direttore della struttura commissariale – mentre nel frattempo è arrivato il primo carico di pilastri di acciaio sui quali verrà appoggiata la copertura di una delle due piscine (la seconda è previsto che rimanga scoperta, ndc)». Praticamente completata è la gradinata della piscina coperta che potrà ospitare fino a circa mille spettatori.
«La cosa più importante – ha detto il ministro Abodi durante il punto stampa - non è quello che vedo io, ma quello che potete raccontare voi. C’è uno stato di avanzamento dei lavori che rispetta il piano rispetto agli impegni assunti e quindi si procede con spirito positivo e costruttivo, cercando di non trascurare nulla e di collaborare al meglio nel rispetto delle regole».
Ma che i lavori sono in perfetta linea con il piano di avvicinamento al 21 agosto 2026, giorno dell’inaugurazione dei Giochi (nel momento in cui scriviamo mancano 273 giorni), è cosa risaputa e ben visibile a occhio nudo.
Le due questioni rimaste ancora in sospeso sono quelle relative al nolo delle due navi da crociera che dovranno ospitare circa 6.500 persone tra atleti e rispettivi staff e l’affidamento dei servizi tecnologici (timing, scoring, antidoping, cybersecurity, registrazione e accreditamento sportivo, broadcasting, eccetera).
Per quanto riguarda le due navi da crociera, il ministro Abodi ha spiegato che «la  questione è ancora in fase di definizione in quanto si è ancora in attesa della decisione definitiva della Marina militare sull’ipotesi che le due navi, anzichè nel porto di Taranto (dislocazione che potrebbe causare disagi alla normale circolazione stradale visti i numerosi spostamenti, tra allenamenti e gare, degli atleti) all’interno della base navale.
«Ci sono le condizioni tecniche», ha spiegato il ministro e questa «è la cosa più importante. Una volta entrati in possesso degli elementi che la Marina militare potremo procedere dal punto di vista formale con le regole della procedura negoziata o della trattativa privata». Come si ricorderà, infatti, le due gare per l’affidamento dell’hospitality degli atleti, sono andate deserte. Una volta andati al loro posto gli ultimi tasselli, toccherà al Comitato organizzatore locale, e non più come ipotizzato in un primo momento Sport e Salute, convocare le compagnie crocieristiche a avviare la procedura negoziata-
Quanto all’affidamento dei servizi tecnologici, sulla questione si era instaurato un braccio di ferro tra i due Comitati, quello internazionale e quello locale, sulle modalità da utilizzare poi ricompostosi, il ministro dello Sport ha sottolineato come, ormai, ci sia da rifinire soltanto i dettagli e che il lavoro va avanti per poi puntualizza che «io faccio un altro mestiere perché non faccio parte del Comitato organizzatore. Più che mediare ho lavorato per creare le condizioni per un accordo, perché la mia responsabilità è quella del coordinamento e di un controllo. Per il resto, tutti gli accordi vengono sottoscritti, come è giusto che sia, dal comitato internazionale e da quello organizzatore locale».
 E sulla possibilità che il governo possa stanziare altre risorse per l’organizzazione dell’evento il ministro Abodi è stato netto: «prima di tutto mi aspetto che sia il comitato organizzatore a generare le risorse che servono per completare il quadro economico».
Prossima visita a Taranto il 19 dicembre.

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