Ferrarese: «Navi da crociera in gara, ora attendiamo le offerte e una soluzione sui servizi tecnologici»
A pochi mesi dall’inizio dei Giochi del Mediterraneo, Taranto vive una fase decisiva. I cantieri corrono, le scadenze si avvicinano e ogni giorno diventa prezioso. In questo scenario già complesso, la prematura scomparsa di Davide Tizzano, presidente del Comitato organizzatore internazionale (la presidenza dovrebbe essere assunta, in attesa delle nuove elezioni, dal vicepresidente Mehrez Boussaye), ha aperto un nuovo fronte di incertezza.
A fare il punto a Cronache Tarantine è il commissario straordinario dei Giochi e presidente del Comitato organizzatore locale, Massimo Ferrarese, che racconta con franchezza lo stato dell’arte, le criticità e le speranze di un evento che sta cambiando il volto della città.
La morte di Tizzano, spiega Ferrarese, ha avuto un impatto profondo. «La sua scomparsa lascia un grandissimo vuoto, non soltanto nei Giochi del Mediterraneo ma nello sport del nostro Paese», afferma. «Chiaramente una battuta d’arresto c’è stata, perché non eravamo pronti a quello che è accaduto. Ma abbiamo il dovere di continuare a lavorare insieme per risolvere il problema dell’affidamento dei servizi tecnologici».
Il commissario conferma che in queste ore si sta lavorando a una soluzione condivisa: «Stiamo cercando di arrivare a un parere di congruità che consenta al Comitato internazionale di affidare questi servizi alle società indicate. È un passaggio delicato ma necessario per non rallentare ulteriormente il percorso».
Un altro dossier aperto riguarda la gara per le due navi da crociera che ospiteranno parte delle delegazioni. «Sono partiti dieci inviti alle compagnie più importanti d’Europa», spiega Ferrarese. «La base d’asta è di 26 milioni e la gara scade il 20 gennaio. Vedremo cosa accadrà».
Sul fronte dei cantieri, invece, arriva una notizia attesa: l’ultimo dei 41 interventi, quello per le opere a mare del Centro nautico, è stato finalmente affidato. «Sì, l’ultimo cantiere è partito. Non c’è più nulla da affidare», conferma. «Tutti i cantieri sono in pieno svolgimento e, per il momento, rispettano il cronoprogramma. Ma non possiamo perdere nemmeno un minuto: quando abbiamo preso in mano questa situazione, molti lavori da 50, 60, 70 milioni arrivavano a ridosso dei Giochi. Stiamo cercando di compiere un miracolo e speriamo con tutto il cuore di farcela».
Ferrarese commenta anche la recente relazione della Corte dei Conti, che ha riconosciuto la correttezza dell’operato commissariale. «Non so se abbia “promosso” o meno ma siamo soddisfatti di come stiamo lavorando. Leggere una relazione che di fatto dà un ok al nostro operato ci dà ancora più forza per impegnarci al massimo nei prossimi mesi».
Tra i risultati ottenuti, il commissario rivendica l’inserimento di nuove opere grazie ai ribassi d’asta e ai risparmi della struttura commissariale. «Siamo riusciti a includere nove nuovi interventi e ad aggiungere lavori in diversi impianti per milioni di euro», spiega. «Abbiamo anche inserito un nuovo impianto sportivo: il pattinodromo al Salinella. Abbiamo demolito quel “mostro” in cemento (il rudere che avrebbe dovuto ospitare la sede del Liceo artistico Lisippo, ndc) che era lì da decenni e che senza i Giochi non sarebbe mai stato rimosso. Ora al suo posto sorgerà una struttura moderna».
Più complessa, invece, la questione del possibile recupero utilizzando le economie fatte di Torre d’Ayala, accanto al futuro Stadio del nuoto, magari grazie anche all’aiuto dell’impresa Ferraro che sta realizzando le due piscine olimpiche. «Non è difficile immaginare un recupero di Torre d’Ayala ma non si può pensare di chiederlo all’impresa Ferraro», chiarisce. «Parliamo di un interventon che richiede diversi milioni di euro per la sua realizzazione. E sono lavori che richiedono tempi lunghi, per ragioni di sicurezza e complessità. Se ne potrà parlare con altri fondi e con il Comune ma non in tempo per lo svolgimento dei Giochi e non con l’impresa attuale».
Alla domanda su cosa lo renda più orgoglioso, Ferrarese risponde senza esitazioni: «L’orgoglio è portare avanti un evento così importante. Tutto ciò che riusciamo a realizzare ci rende orgogliosi, soprattutto la copertura dello stadio e della piscina olimpica. Tutti pensavano che non si sarebbero mai coperte in tempo per i Giochi, e invece stiamo puntando a finire anche quelle opere. Questo è il miracolo che vogliamo compiere».
E i rammarichi? «Nessuno», afferma. «Nulla del nostro masterplan è rimasto indietro: tutto è partito e tutto è in pieno svolgimento. Potrei avere un rammarico solo se qualche rifinitura non fosse completata per l’inizio dei Giochi ma credo che i cittadini capirebbero. Queste opere richiedevano sette anni e noi ne abbiamo avuti poco più di due. Se qualcosa dovesse essere completato subito dopo, la città avrà comunque ricevuto 200 milioni di investimenti e 275 milioni in impianti e infrastrutture. È un risultato enorme per tutto il territorio».















