A maggio test event per il nuovo Magna Grecia. Ferrarese: “I Giochi sono l’inizio non il traguardo”
Il centro tennis Magna Grecia oggi è un cantiere che procede secondo crono-programma, un luogo in trasformazione che già lascia intravedere ciò che diventerà.
A maggio è previsto il test event, la prima vera prova generale che mostrerà alla città e agli addetti ai lavori lo stato dell’arte di uno degli impianti simbolo dei Giochi del Mediterraneo Taranto 2026.
Un tempo abbandonato e in disuso, il complesso sportivo di via Zara sta vivendo una rinascita profonda: un intervento che non è solo edilizio ma anche identitario perché restituisce alla città un pezzo della sua storia sportiva e lo proietta in una dimensione internazionale.
Il progetto di riqualificazione del Magna Grecia è tra i più significativi del masterplan dei Giochi. L’intervento prevede la realizzazione di otto campi da tennis, tra cui un campo centrale con tribuna da 1.000 posti, due campi con tribune da 300 posti e cinque campi destinati agli allenamenti.
Accanto alle aree di gioco sorgeranno una nuova club house, spazi per atleti e staff, servizi rinnovati e un ridisegno complessivo dell’area sportiva, oggi oggetto di un’opera di rigenerazione che punta a restituire funzionalità, decoro e modernità.
Secondo il sito ufficiale dei Giochi del Mediterraneo, il valore dell’investimento destinato al Centro sportivo Magna Grecia ammonta a 7,2 milioni di euro, cifra che colloca l’intervento tra i più rilevanti dell’intero programma infrastrutturale.
Il nuovo Magna Grecia non è un intervento isolato ma parte di una strategia più ampia che punta a diversificare l’offerta sportiva della città e a lasciare un’eredità duratura. La scelta di destinare l’impianto al tennis - disciplina che richiede strutture moderne e standard internazionali - risponde alla volontà di creare un polo sportivo capace di vivere anche oltre i Giochi, ospitando eventi, tornei e attività continuative.
Il test event di maggio sarà dunque un passaggio cruciale: un banco di prova tecnico ma anche un momento simbolico per misurare la capacità della città di accogliere un appuntamento internazionale.
A ricordare il valore strategico di questo percorso è il commissario straordinario dei Giochi, Massimo Ferrarese, che invita a guardare oltre l’orizzonte del 2026. «I Giochi del Mediterraneo sono una grande opportunità per Taranto e per tutto il territorio ma sono l’inizio, non il traguardo», afferma.
Per Ferrarese, l’evento rappresenta una scossa necessaria: «Sono come una cura forte, necessaria per rimettere in moto una città che ha dato tanto e che ha pagato un prezzo altissimo come nessun’altra città in Italia».
Ma la cura, avverte, non basta da sola. «Ora però serve una grande azione condivisa e coraggiosa, che coinvolga la comunità, le imprese, le istituzioni locali, il nostro Paese e l’Europa».
L’eredità dei Giochi, secondo il commissario, non sarà solo materiale: «I Giochi lasceranno infrastrutture, impianti e competenze, ma accenderanno anche un faro su Taranto, permettendo di conoscerla, apprezzarla e guardarla con occhi nuovi, anche all’estero».
Un faro che, però, va alimentato. «Sta a tutti noi trasformare questa luce in lavoro, sviluppo e futuro. Taranto può farcela, ma solo se lo facciamo insieme», conclude Ferrarese.















