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Un post apparso su Facebook qualche giorno fa ha riacceso l’attenzione sul cantiere dello stadio Iacovone, dove sono in corso gli interventi di restyling in vista dei Giochi del Mediterraneo 2026.

Nel messaggio, circolato rapidamente sui social, si ipotizzavano presunte irregolarità nella realizzazione di alcune strutture interne, con riferimenti a pilastri “storti”, spessori correttivi e lavori da rifare.
La segnalazione, rilanciata da diversi utenti, ha alimentato dubbi e discussioni, ma ha trovato una risposta immediata e netta da parte della direzione di cantiere, che, contattata da Cronache tarantine,  ha smentito categoricamente ogni anomalia. Secondo quanto riferito, le affermazioni contenute nel post non corrispondono allo stato reale dei lavori né alla documentazione tecnica che accompagna l’intervento.
I responsabili del cantiere hanno inoltre rivolto un invito diretto a chi diffonde notizie non veritiere: recarsi personalmente nell’area dei lavori per verificare con i propri occhi l’avanzamento delle opere e la regolarità delle procedure. Una scelta che punta a riportare il confronto su un terreno concreto, lontano dalle dinamiche spesso distorte dei social.
La stessa ricostruzione diffusa nel post è stata smentita anche al commissario straordinario dei Giochi del Mediterraneo, Massimo Ferrarese, informato della vicenda. 
Il cantiere dello Iacovone, uno dei più simbolici della trasformazione in corso nel quartiere Salinella, procede dunque secondo il cronoprogramma ufficiale. E mentre la città attende di vedere il nuovo volto dello stadio, la vicenda ricorda quanto sia delicato il rapporto tra informazione, percezione pubblica e responsabilità nella diffusione di contenuti online.

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