CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
C’è un’immagine che, più di tante parole, racconta il clima che si respira attorno ai Giochi del Mediterraneo e alla trasformazione degli impianti sportivi di Taranto: la tribuna dello Iacovone che prende forma, con quella scritta rossa su sfondo blu che campeggerà a lavori ultimati al centro come un marchio identitario.
È la parola “Taranto”, scelta non da un tecnico o da un progettista, ma dai tifosi stessi. Esattamente un mese fa, il 12 gennaio, il commissario straordinario Massimo Ferrarese aveva lanciato l’idea di lasciare ai sostenitori rossoblù la possibilità di indicare sui social la frase più rappresentativa da incidere sulla tribuna. Da fonti vicine alla struttura commissariale – come ha potuto verificare Cronache Tarantine – la scelta è ormai definitiva: sarà proprio “Taranto” a campeggiare sul nuovo Iacovone una volta completati tutti gli interventi.
La foto scattata nelle ultime ore mostra come l’impianto cambierà pelle, con i colori sociali che tornano a dominare la scena e un colpo d’occhio che restituisce immediatamente l’idea di uno stadio moderno, riconoscibile, pronto a ospitare il calcio dei prossimi anni e le competizioni dei Giochi. È un’immagine che parla di appartenenza, di comunità, di un’identità che si ricompone mentre i lavori avanzano.
E mentre lo Iacovone si veste di nuovo, un’altra foto racconta un’altra corsa contro il tempo: quella del PalaRicciardi, dove la copertura del nuovo impianto sta prendendo forma anche nelle ore notturne. Le luci dei cantieri illuminano la grande struttura metallica, con le gru in movimento e gli operai al lavoro per rispettare le scadenze. Qui si giocheranno alcune delle discipline indoor dei Giochi del Mediterraneo – dalla pallavolo al basket, fino alle arti marziali – e l’avanzamento dei lavori, visibile anche di notte, testimonia la volontà di consegnare alla città un impianto all’altezza dell’evento.
Le due immagini, affiancate, restituiscono il senso di un momento cruciale: Taranto sta cambiando volto, e lo sta facendo con una velocità che fino a pochi mesi fa sembrava impensabile. A confermarlo è lo stesso commissario Ferrarese, che in un video inviato alle redazioni ha spiegato a che punto è arrivato il percorso amministrativo e finanziario. «Dopo due anni di lavoro siamo arrivati alla terza fase, appunto il terzo masterplan, che è quello che ho appena inviato al governo e quindi ai ministri competenti (Andrea Abodi e Tommaso Foti, ndc)» afferma. «Chiedo che venga autorizzato l’utilizzo delle somme provenienti non soltanto dai risparmi dei ribassi ma soprattutto dal risparmio della struttura commissariale: in tutto 34 milioni. Sono parte dei 275 milioni che il governo ha finanziato per i Giochi del Mediterraneo».
Ferrarese ricorda che «14 milioni li abbiamo utilizzati per far fronte all’aumento del costo dei materiali, senza chiedere un euro in più al governo», e che le economie generate sono state impiegate «per migliorare gli impianti, autorizzare perizie di variante e realizzare opere aggiuntive». Tra queste cita «i parcheggi dello stadio Iacovone, le piscine, il centro nautico, il PalaRicciardi», ma anche interventi di contesto come nuove strade e infrastrutture necessarie per accogliere volontari e visitatori, comprese le opere legate all’attracco delle navi da crociera alla base navale.
Il commissario sottolinea l’urgenza di poter utilizzare queste risorse «prima dei collaudi, altrimenti sarebbe troppo tardi», e ribadisce che «siamo alla fine di questa terza fase, che prevede – come da cronoprogramma – di terminare tutte le opere entro fine giugno, massimo i primi di luglio, per centrare l’obiettivo dei Giochi del Mediterraneo». Nel suo messaggio non manca un ringraziamento «al grande lavoro di tutti i collaboratori della struttura commissariale» e un appello al governo «non soltanto per ciò che ha fatto finor, ma per quello che potrà fare accelerando questo ultimo masterplan».
Le immagini dello Iacovone e del Palaricciardi, dunque, non sono semplici fotografie di cantiere: sono la rappresentazione visiva di una città che si prepara a un appuntamento storico, che prova a ricucire il proprio orgoglio e che, passo dopo passo, vede materializzarsi ciò che per anni è rimasto sulla carta. Taranto si sta costruendo il suo futuro, e lo sta facendo anche di notte.