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I Giochi del Mediterraneo 2026 non saranno soltanto un grande appuntamento sportivo: per Taranto rappresentano una straordinaria occasione di visibilità, crescita e rilancio culturale.
Nei prossimi mesi la città accoglierà atleti, delegazioni e visitatori da 26 Paesi e tre continenti, trasformandosi in una vetrina internazionale. È in questo scenario che nasce l’iniziativa “Il Cibo è Accoglienza”, incontro ospitato questa mattina a Palazzo di Città e rivolto ai ristoratori, chiamati a svolgere un ruolo decisivo nell’immagine che Taranto offrirà al mondo.
“Come ristoratori saremo in prima linea – è stato ricordato in apertura – non solo per garantire qualità e professionalità, ma anche per dimostrare sensibilità culturale e capacità di rispondere a esigenze alimentari diverse”. L’obiettivo dell’incontro è stato proprio quello di capire come prepararsi al meglio, valorizzando l’identità gastronomica locale e, allo stesso tempo, rispettando tradizioni religiose, abitudini alimentari e necessità nutrizionali dei tanti ospiti attesi. Un confronto concreto con esperti e istituzioni per costruire una rete consapevole e pronta alla sfida.
A sottolineare il valore dell’appuntamento è stato Carlo Molfetta, direttore del Comitato organizzatore locale dei Giochi del Mediterraneo: “Dobbiamo far capire quanto sia importante questo evento per tutto il territorio. Il 21 agosto ci sarà la cerimonia d’apertura e noi stiamo mettendo tutto il nostro impegno per arrivare pronti. Ma devono esserlo anche i cittadini, che devono sapere cosa arriverà esattamente quel giorno”.
Sulla stessa linea il sindaco Piero Bitetti, che ha richiamato il ruolo centrale della cultura gastronomica: “Mangiare bene ci fa vivere meglio e allunga la vita. Siamo famosi per la dieta mediterranea e per il buon cibo pugliese e tarantino, una prerogativa che ci rappresenta in Italia e oltre”. Per Bitetti, il cibo è molto più di un elemento identitario: “È un veicolo sacro di convivialità, di incontri, di relazioni. Vogliamo metterlo a sistema a partire dai Giochi del Mediterraneo, offrendo menu variegati e rispettosi delle culture di chi verrà a vivere la nostra città”.
Il sindaco ha poi allargato lo sguardo al futuro: “I Giochi saranno una partenza, non un punto di arrivo. Da lì vogliamo lanciare un’economia turistica che cambi la narrazione della nostra terra, ricca di bellezze e di eccellenze, a partire dalla nostra enogastronomia. L’esempio di oggi ci dice che possiamo essere fiduciosi”.
Entusiasta anche il vicepresidente del Comitato organizzatore, Sandro Esposito, che ha ricordato la portata internazionale dell’evento: “Mancano poco più di sei mesi allo start e siamo orgogliosi di accogliere qui a Taranto tantissime persone. Ma dobbiamo essere tutti pronti. Mi piace dire che sta passando dalla Puglia una nave delle opportunità: questa volta non si fermerà a Bari, ma verrà a Taranto. E su questa nave dobbiamo salire tutti”.
Esposito ha spiegato che il primo passo è stato coinvolgere ristoratori, pasticceri e operatori del settore: “Dovevamo allertarli su ciò che succederà. Il secondo momento sarà quello di organizzare, con l’Associazione Nazionale Cuochi e con le associazioni dei pasticcieri e panificatori, incontri formativi per rendere tutti all’altezza della clientela internazionale. Dobbiamo imparare a salutare, accogliere e servire in modo adeguato”.
L’incontro di oggi segna dunque l’avvio di un percorso condiviso, che punta a trasformare i Giochi del Mediterraneo in un successo collettivo. Taranto si prepara ad aprire le porte al mondo e lo farà anche attraverso ciò che più la rappresenta: il suo cibo, la sua cultura, la sua capacità di accogliere.