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La presentazione ufficiale era attesa da settimane e avrebbe dovuto svolgersi alla presenza del ministro dello Sport, Andrea Abodi.

Un appuntamento simbolico, rinviato però in segno di rispetto per la tragica morte di Loris Costantino, il giovane operaio dell’indotto ex Ilva. Un lutto che ha attraversato la città e che ha imposto un momento di silenzio, prima che la macchina organizzativa dei Giochi del Mediterraneo tornasse a parlare al territorio.
Oggi il Comitato Organizzatore dei Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 rompe quel silenzio e presenta il “Look of the Games”, l’identità visiva che accompagnerà il racconto dell’evento e ne caratterizzerà l’immagine nei siti di gara, negli spazi urbani e in tutti i materiali ufficiali. Un tassello fondamentale nel percorso verso il 2026, che segna l’ingresso nella fase più narrativa e simbolica del progetto.
Nella nota diffusa dal Comitato, i Giochi vengono descritti come qualcosa che va oltre la dimensione sportiva: «I Giochi del Mediterraneo rappresentano molto più di una competizione sportiva: sono uno spazio di incontro e dialogo tra Paesi che condividono una storia millenaria e una cultura comune». Taranto, con la sua storia di porto e di frontiera, torna così a essere crocevia di popoli e culture: «Taranto rinnova il suo ruolo storico di crocevia del Mediterraneo, città che accoglie chi arriva dal mare e lo abbraccia».
Il nuovo sistema visivo nasce da forme morbide e in movimento, pensate per evocare un Mediterraneo vivo, pulsante, in continua trasformazione. «Il linguaggio visivo nasce da forme fluide, dinamiche e organiche, che si allontanano e si avvicinano in un movimento armonico e continuo», spiega il Comitato.
Il riferimento estetico è dichiarato: il Futurismo, reinterpretato in chiave contemporanea. Un omaggio all’energia, alla velocità, alla tensione verso il domani che i Giochi vogliono incarnare: «Il progetto si ispira al Futurismo, reinterpretato in chiave contemporanea, per esprimere energia, movimento e tensione verso il domani».
Il visual richiama il fluire dell’acqua, elemento centrale per Taranto e per l’intero Mediterraneo. «Il mare diventa così metafora e spazio di connessione, capace di unire popoli, culture e generazioni lungo le sponde del Mediterraneo». Un’immagine che parla direttamente alla storia della città, al suo rapporto con le correnti, con i venti, con le rotte che l’hanno attraversata nei secoli.
La palette cromatica è un omaggio alla città e al suo paesaggio: «Il blu e il rosso della città, l’azzurro del mare e i toni caldi del sole mediterraneo». A questi si aggiunge il bianco, definito come «spazio aperto di scambio: un non-colore che accoglie e unisce, creando equilibrio e leggerezza all’interno della composizione».
A completare il sistema visivo arriva il motto ufficiale dei Giochi: «Embrace the Future». Una dichiarazione d’intenti che sintetizza la visione dell’evento: «Guardare al futuro attraverso lo sport, la collaborazione tra i Paesi del Mediterraneo e il protagonismo delle nuove generazioni».
Il “Look of the Games” accompagnerà Taranto e le città ospitanti nel percorso verso il 2026, trasformando gli spazi urbani in un racconto visivo comune. «Contribuirà a rendere riconoscibile l’identità dei Giochi, trasformando Taranto e le città ospitanti in uno spazio visivo condiviso, capace di raccontare il Mediterraneo come luogo di incontro, energia e futuro», conclude il Comitato.
Un passo avanti decisivo, che restituisce alla città un’immagine di sé proiettata verso il domani, senza dimenticare il rispetto dovuto ai suoi dolori più recenti.

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