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Negli ultimi giorni il cielo sopra Taranto sembra essersi trasformato in un avversario inatteso dei cantieri dei Giochi del Mediterraneo.

Piogge improvvise, rovesci di intensità quasi tropicale, raffiche che in pochi minuti trasformano le aree di lavoro in distese di fango: è questo lo scenario con cui devono fare i conti le imprese impegnate nella realizzazione degli impianti sportivi che dovranno accogliere la cerimonia inaugurale del 21 agosto. Una data che, ad oggi, giovedì 2 aprile, dista appena 141 giorni e che incombe come un conto alla rovescia sempre più pressante.
Le condizioni meteorologiche delle ultime settimane hanno rallentato lavorazioni già complesse, imponendo sospensioni improvvise, riprogrammazioni continue e un inevitabile accumulo di ritardi. A risentirne sono soprattutto i cantieri delle grandi opere: lo stadio Iacovone, il nuovo Stadio del nuoto, il PalaRicciardi, il Centro sportivo Magna Grecia e il Centro nautico. Qui, dove ogni giorno perso pesa come un macigno, le imprese stanno chiedendo alla struttura commissariale una proroga formale dei tempi di consegna per evitare di incorrere nelle penali previste dai contratti.
Una pressione crescente che il commissario straordinario Massimo Ferrarese conosce bene e alla quale sta cercando di dare una risposta concreta. In queste ore, spiegano fonti vicine alla struttura, si stanno valutando le soluzioni più idonee per contemperare l’esigenza di rispettare il cronoprogramma con quella, altrettanto evidente, di non penalizzare aziende che stanno lavorando in condizioni oggettivamente difficili. Il tempo, però, si assottiglia e ogni giorno di maltempo rischia di compromettere equilibri già delicati.
Del resto, lo stesso Ferrarese aveva anticipato la criticità già alcune settimane fa, durante la sottoscrizione del protocollo d’intesa tra Comitato organizzatore locale e Confindustria Taranto. In quell’occasione aveva segnalato apertamente che la consegna dello stadio Iacovone e del PalaRicciardi sarebbe slittata a metà luglio, rispetto alla scadenza di giugno prevista dal cronoprogramma. Una scelta resa necessaria non solo dalle condizioni meteorologiche avverse, ma anche dall’implementazione di nuovi interventi richiesti per migliorare la funzionalità e la sicurezza degli impianti.
Ora, però, la situazione si è ulteriormente complicata. Le piogge torrenziali degli ultimi giorni hanno imposto nuove interruzioni e reso più difficile procedere con le lavorazioni esterne, fondamentali per rispettare le scadenze. Le imprese chiedono certezze, il territorio attende risposte e il calendario non concede tregua. A poco più di quattro mesi dall’accensione del braciere inaugurale, la corsa contro il tempo è entrata nella sua fase più delicata, con il meteo che continua a giocare un ruolo tutt’altro che marginale.

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