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L’amministrazione comunale ha deciso di giocare d’anticipo. Con i Giochi del Mediterraneo ormai alle porte, e con l’enorme eredità di impianti e infrastrutture che la città riceverà al termine della kermesse sportiva in programma dal 21 agosto al 3 settembre, il Comune di Taranto ha avviato un percorso per non farsi trovare impreparato nella gestione del “dopo”.
È in questa prospettiva che oggi, lunedì 13 aprile, nella sede del Dipartimento jonico dell’Università “Aldo Moro”, in città vecchia, si è svolto il primo di una serie di incontri dedicati alle future modalità di gestione degli impianti e degli spazi urbani realizzati o riqualificati per i Giochi del Mediterraneo 2026. All’appuntamento hanno preso parte il sindaco Piero Bitetti, il direttore generale del Comune, Marco Lesto, il vicesindaco con delega ai Grandi eventi, Mattia Giorno, e l’ingegner Silvio Scarcelli, coordinatore della struttura commissariale dei Giochi, in rappresentanza del commissario Massimo Ferrarese impossibilitato a intervenirvi.
L’incontro ha avuto l’obiettivo di illustrare le linee programmatiche dell’amministrazione per la valorizzazione e la gestione nel medio-lungo periodo degli asset sportivi e urbani, con particolare attenzione alla fase post-evento. Sono state presentate le strutture e le aree oggetto di valorizzazione, mettendone in evidenza caratteristiche, funzioni e possibili utilizzi futuri, e sono state condivise le prime ipotesi di modelli gestionali, inclusi potenziali schemi di partenariato pubblico-privato. Gli operatori privati interessati alla gestione degli impianti hanno potuto acquisire informazioni e chiarimenti sui profili tecnici e amministrativi delle procedure di gara e sulle fasi preliminari di consultazione del mercato.
Nel corso dell’incontro, il direttore generale Marco Lesto ha spiegato che il Comune sta già lavorando per garantire continuità agli impianti una volta conclusi i Giochi. «Ci stiamo già attrezzando per garantire una continuità a questi impianti. Abbiamo delineato una strategia per la gestione dell’eredità che ci lasceranno i Giochi, quella che viene definita “legacy”, su cui siamo già attivi», ha dichiarato. Lesto ha illustrato l’avvio di una consultazione preliminare di mercato, necessaria per confrontarsi con le imprese e raccogliere informazioni utili alla costruzione dei bandi e delle procedure di gara, che saranno calibrate sugli interessi manifestati dagli operatori del settore. «Dobbiamo capire se gli operatori sono interessati ai nostri impianti e soprattutto in che termini questo interesse ci verrà manifestato, quali condizioni normative ed economiche possano creare un contesto favorevole agli investimenti. Parliamo di strutture complesse, con costi di gestione elevati: penso allo stadio del nuoto, ma anche allo Iacovone, per il quale è già pervenuta una proposta di project financing da parte del Taranto Calcio, attualmente in fase istruttoria. E non c’è solo lo stadio: abbiamo molti altri impianti che vogliamo valorizzare e affidare ai privati, anche perché il Comune non è in grado di garantirne un uso ottimale». Lesto ha confermato che sono già arrivate manifestazioni di interesse, tra cui quella per il Parco urbano dello Sport, in fase di realizzazione nel quartiere Salinella, destinato a diventare una vera e propria cittadella sportiva interconnessa con il sistema di mobilità urbana che entrerà in funzione nel 2027.
Il sindaco Piero Bitetti ha definito la giornata «doppiamente importante», perché da un lato il Comune ha presentato il proprio modello di gestione degli impianti per il futuro, dall’altro ha avviato un confronto diretto con associazioni sportive e società del territorio. «I Giochi del Mediterraneo e tutto ciò che ne deriva, a partire dagli investimenti sugli impianti, sono un tema che l’amministrazione segue direttamente», ha affermato. Bitetti ha ricordato che il Comune dovrà gestire, nel prossimo quadriennio, un miliardo e mezzo di investimenti sul territorio, tra interventi legati ai Giochi, al Cis, al Ttf, al sistema Brt e ad altre linee di finanziamento. «Sappiamo che l’ente non può permettersi di gestire direttamente strutture così complesse, per questo stiamo valutando soluzioni che possano attirare investimenti privati e favorire forme di co-partecipazione. L’obiettivo è far funzionare gli impianti, renderli fruibili e metterli a disposizione della collettività, puntando sul know-how e sulla promozione dello sport».
Il sindaco ha poi richiamato l’attenzione sull’ultimo miglio necessario per completare il quadro degli interventi in vista dei Giochi. «È stato presentato un terzo masterplan basato sui ribassi d’asta e sull’economia degli appalti. Speriamo che il governo, e in particolare il ministro competente, liberi al più presto le risorse necessarie a completare una serie di interventi, a partire dalle strade, fondamentali non solo per le gare ma anche per i collegamenti con gli impianti sportivi». Bitetti ha ricordato di aver chiesto più volte al governo ulteriori fondi per garantire interventi sulla viabilità, sulla cartellonistica e sul decoro dei luoghi più iconici della città, convinto che «se Taranto fa bella figura, la fa l’intera regione e la fa il Paese».
L’incontro di oggi segna dunque l’avvio di un percorso che accompagnerà Taranto verso il dopo-Giochi, con l’obiettivo di trasformare l’eredità sportiva del 2026 in un patrimonio stabile, sostenibile e realmente utile alla comunità.