CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
A poco più di cento giorni dall’inizio dei Giochi del Mediterraneo, Taranto si prepara a un passaggio decisivo.
Mercoledì 13 maggio il ministro dello Sport, Andrea Abodi, sarà in città per verificare lo stato dei preparativi, illustrare il programma culturale e di intrattenimento che accompagnerà la manifestazione, presentare il piano ticketing e svelare le medaglie ufficiali. Un appuntamento che arriva mentre l’attenzione pubblica resta altissima su cantieri, logistica e governance dell’evento. In questo clima, il commissario straordinario e presidente del Comitato organizzatore locale, Massimo Ferrarese, risponde punto per punto alle questioni più delicate.
Commissario, a poco più di cento giorni dai Giochi, quanto la preoccupa il fatto che non sia ancora stata individuata la seconda nave da crociera che dovrebbe ospitare altri 2.500 atleti? Ci sono rischi concreti per la logistica dell’evento.
«Il fatto che non sia stata individuata la seconda nave chiaramente per noi è un problema ma era importantissimo individuare quella da 3.500 posti la cui capienza potrebbe essere ulteriormente maggiorata dal momento che stiamo parlando di una nave moderna, funzionale, accogliente. Stiamo comunque lavorando per trovare una soluzione alternativa in questi giorni, per non dire in queste ore. La speranza è che ce la facciamo, e ci sono ottime possibilità».
In queste settimane alcuni organi di informazione hanno rilanciato l’ipotesi che il colosso americano Legends Global sarebbe pronto a gestire tutti gli impianti dei Giochi e a organizzare anche grandi eventi non sportivi. Le risulta? È un’opzione sul tavolo.
«Sì, mi risulta. So che questa società internazionale ha manifestato interesse per alcuni impianti. So che ci sono anche iniziative di imprenditori locali. La mia speranza, dopo tutti i sacrifici che stiamo facendo giorno e notte, è vedere questi impianti funzionanti e utilizzati anche dopo i Giochi. Se a farlo saranno società importanti, di grande livello, tanto meglio».
Il terzo masterplan, quello che consentirebbe di utilizzare i ribassi d’asta e le economie della struttura commissariale e del comitato organizzatore, è ancora in attesa del via libera del Governo. Quanto incide questo ritardo sulla programmazione e sull’avanzamento delle opere? Teme che il Mef possa decidere di non erogarle.
«Ho chiesto di utilizzare parte dei ribassi, senza aspettare i collaudi, per poter realizzare alcune opere per la Marina militare (la Marina ha messo a disposizione le banchine della base navale e i relativi servizi per ospitare le due navi da crociera che accoglieranno a bordo gli atleti, ndc) e alcune strade. Mi dispiacerebbe molto se non potessimo realizzarle, perché abbiamo tutto il diritto di farlo come struttura commissariale. Quelle economie sono il frutto del fatto che abbiamo adottato un sistema e delle deroghe al Codice degli appalti per rendere più appetibili le gare. La speranza è che il Governo accetti subito questo terzo masterplan».
Considerato il conflitto in corso in Medio Oriente, pensa che alcuni Paesi dell’area possano rinunciare alla partecipazione ai Giochi?
«Spero di no, che nessuno rinunci alla partecipazione ai Giochi. I Giochi del Mediterraneo possono essere un ponte aperto verso i popoli del Mediterraneo, per portare avanti il concetto di pace».
A chi continua a parlare di “render” e di opere che non vedranno mai la luce, nonostante alcuni cantieri siano ormai vicini al traguardo, cosa si sente di rispondere oggi.
«Dico soltanto di metterci un paio di occhiali perché i cantieri si vedono e si vede a che punto sono i grandi impianti. Le consegne, nonostante tutto quello che è accaduto, dovrebbero essere rispettate. Parliamo di 41 opere, alcune da 20, 30, 50, 60 milioni di euro, realizzate in 14 mesi. È un miracolo quello che stiamo tentando di compiere. Mi dispiace che tutto questo non sia tenuto in considerazione da chi dovrebbe essere soddisfatto quanto noi, soprattutto i tarantini. Ho visto polemiche sterili, inutili, senza motivo. Nonostante ciò sono andato sempre avanti. Ho lasciato i miei impegni professionali per dedicarmi a questo. Spero di poter finire nel migliore dei modi questa sfida, insieme alla città e al territorio, per lasciare a Taranto ciò che merita».
Mercoledì, con la visita del ministro Abodi, si aprirà un nuovo capitolo: quello in cui i Giochi dovranno dimostrare non solo di essere pronti ma di poter diventare davvero l’occasione di svolta che Taranto attende da decenni».