CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Sarà Al Bano a dare il primo brivido della XX edizione dei Giochi del Mediterraneo.
E non un brivido qualunque: la sua voce, inconfondibile e monumentale, aprirà la cerimonia inaugurale intonando l’Inno di Mameli, trasformando lo stadio Iacovone in un’unica, gigantesca cassa armonica. Un avvio che promette emozione pura, di quelle che restano addosso come una scia luminosa.
Mentre i seggiolini nuovi di zecca continuano a essere montati nell’impianto del rione Salinella — rossi e blu, lucidi, pronti ad accogliere migliaia di tifosi tra il 21 agosto e il 3 settembre — l’atmosfera attorno alla cerimonia cresce come un’onda. Chi passa davanti allo stadio lo percepisce: è come se Taranto stesse trattenendo il fiato, in attesa del suo grande salto nella storia.
La G2 Eventi di Milano del gruppo Casta Diva Group, l’azienda risultata vincitrice del bando, è ora impegnata a definire ogni dettaglio dello spettacolo inaugurale. Un lavoro di cesello, fatto di scelte artistiche, equilibri scenici, suggestioni visive e musicali. E qui arriva la parte più divertente: i nomi che circolano. Perché se Al Bano è ormai una certezza, attorno alla cerimonia si muove un piccolo firmamento pugliese. Si fanno infatti i nomi di Alessandra Amoroso e dei Negramaro, due tra le realtà musicali più amate e riconosciute del panorama nazionale. Nessuna conferma ufficiale, certo, ma l’idea che la Puglia possa raccontarsi attraverso i suoi artisti più rappresentativi è più di una suggestione: è una direzione precisa, quasi naturale. La volontà — trapela da più parti — è quella di costruire una cerimonia che parli la lingua del territorio, che abbia il ritmo del vento di mare e il colore della pietra bianca, che sappia essere pop e identitaria allo stesso tempo. Una cerimonia che non imiti nessuno ma che sia profondamente tarantina, profondamente mediterranea. E allora l’immagine è già lì: Al Bano che apre la serata, il pubblico che esplode, gli artisti pugliesi che si alternano sul palco, lo stadio che vibra come un cuore collettivo. Un inizio che promette di essere non solo spettacolare, ma anche un atto d’amore verso una città che si prepara a vivere il suo momento più atteso.