CRONACHE TARANTINE
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A parlare è Massimo Ferrarese, Commissario dei Giochi del Mediterraneo, e le sue parole arrivano mentre scorrono le immagini di un anno che ha trasformato la città.
Dodici mesi: tanto è bastato per ribaltare previsioni, scetticismi, dubbi che sembravano scolpiti nel cemento dei cantieri appena aperti. Le prime foto risalgono esattamente a un anno fa: PalaRicciardi, Piscine Olimpiche e Stadio Erasmo Iacovone erano ancora scheletri di ferro e terra, opere gigantesche che molti ritenevano impossibile completare in tempo. In quei giorni, ricorda Ferrarese, non mancavano le voci che chiedevano di valutare uno slittamento dei Giochi, convinte che dodici mesi non sarebbero bastati.
La risposta del Commissario è stata un’altra: non fermarsi, non arretrare, non chiedere proroghe. Lavorare, semplicemente. Lavorare ogni giorno, con la consapevolezza che il tempo non sarebbe tornato indietro. Oggi quelle foto, messe accanto alle nuove, raccontano una storia diversa: da cantieri appena avviati a impianti pronti ad accogliere atleti, delegazioni e pubblico. Il 21 agosto, proprio lì dove un anno fa c’erano ruspe e ponteggi, inizieranno i Giochi del Mediterraneo Taranto 2026.
“Un anno fa sembrava impossibile, oggi è realtà”, dice Ferrarese. E la differenza, sottolinea, l’hanno fatta la determinazione, la competenza e la tenacia di chi ha lavorato senza mai arrendersi: collaboratori, imprese, centinaia di operai che hanno trasformato un obiettivo in un risultato. «Vi ringrazio di cuore», aggiunge, perché dietro ogni traguardo c’è una comunità che ha creduto nella possibilità di cambiare il destino della città.