CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
C’è un momento, entrando nel laboratorio di Angelo Fedele, in cui l’aria sembra cambiare. Non è solo il profumo dei biscotti, né il calore delle teglie appena sfornate.
È qualcosa che ha a che fare con la cura, con la dedizione, con quella creatività che negli anni gli ha cucito addosso un soprannome diventato quasi un marchio: il Mago dei Biscotti.
Questa volta, però, non ci sono biscotti. Sul tavolo, al centro della stanza, c’è una frisella. Una frisella che non assomiglia a nessuna delle altre. È un piccolo omaggio ai Giochi del Mediterraneo, un gesto artigianale che non cerca la vendita, ma il racconto. Una forma di partecipazione silenziosa, personale, quasi affettuosa, a un evento che sta ridisegnando l’immaginario della città.
La “frisella mediterranea” è un trionfo di colori e di simboli: il rosso vivo della base, il bianco delle mozzarelline, il verde del pesto e del basilico, il nero delle olive. Intorno, una scenografia che richiama Taranto, il suo mare, il suo ponte, i suoi delfini. È un piatto che sembra parlare, che sembra dire: questa è la nostra città, questa è la nostra storia, questo è il Mediterraneo che ci unisce.
Angelo la solleva con la stessa delicatezza con cui si prende un oggetto prezioso. Racconta che l’ha pensata per gli atleti, per le delegazioni, per chi arriverà qui da ogni angolo del Mare Nostrum. Non per venderla, non per metterla in vetrina, ma per offrire un simbolo. Un gesto di benvenuto, una stretta di mano fatta di farina e fantasia.
Nell’intervista che accompagna l’iniziativa, Fedele parla della sua Taranto con la sincerità di chi la vive ogni giorno, con le sue fatiche e le sue bellezze. Dice che i Giochi sono un’occasione, una possibilità di mostrare ciò che spesso resta nascosto. E che anche un semplice prodotto da forno può diventare un messaggio, se preparato con il cuore rivolto alla città.
Le immagini dell’iniziativa – la frisella, il laboratorio, il volto di Angelo mentre presenta la sua creazione – raccontano più di quanto possano fare le parole. Raccontano un artigiano che ha deciso di partecipare ai Giochi a modo suo, con ciò che sa fare meglio: trasformare ingredienti semplici in qualcosa che resta.
In fondo, è questo il senso della “frisella mediterranea”. Non un prodotto, ma un pensiero. Non un piatto, ma un racconto. Un piccolo dono che profuma di Taranto e che, per un attimo, fa sentire la città un po’ più vicina al mondo che sta per arrivare.