Ex Ilva, Iaia (FdI) attacca: “Da Conte e Turco errori clamorosi. Ultimi a poter dare lezioni”
«Colpiscono – e non poco – le dichiarazioni del senatore Mario Turco (M5S) sul futuro dell’ex Ilva, soprattutto perché arrivano all’indomani della conferenza stampa di inizio anno in cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito una linea netta: nessuna “proposta predatoria” sarà avallata dal Governo nella partita sulla vendita del gruppo siderurgico. Una posizione che, nelle parole della premier, nasce dalla necessità di rimediare a una situazione “assolutamente compromessa” e frutto di decisioni “clamorosamente errate” assunte negli anni passati».
È in questo contesto che interviene l’on. Dario Iaia, deputato di Fratelli d’Italia, che non usa giri di parole per ricostruire responsabilità e omissioni dei governi precedenti.
«Tra i protagonisti delle posizioni politiche illogiche ed economicamente disastrose – afferma Iaia – ci sono senza dubbio, nelle primissime posizioni, l’allora presidente Giuseppe Conte e il senatore Turco. Hanno gestito la vicenda dell’ex Ilva per anni come se fosse l’amministrazione di un condominio, non un grande gruppo industriale strategico per il Paese».
Il deputato ricorda uno dei passaggi più controversi della stagione gialloverde: «Tutti ricordiamo le roboanti minacce della cosiddetta “causa del secolo” contro ArcelorMittal», sottolinea Iaia. Una linea dura che, però, si sarebbe dissolta rapidamente: «La retromarcia fu clamorosa e la transazione firmata con l’avallo di quel governo conteneva clausole leonine, tutte a svantaggio dello Stato e dei lavoratori».
Tra le conseguenze più pesanti, Iaia cita «la condanna alla disoccupazione per 1.700 lavoratori dell’Ilva in amministrazione straordinaria», un punto ancora oggi doloroso per il territorio.
Il parlamentare di Fratelli d’Italia torna poi alle elezioni politiche del 2018 quando il Movimento 5 Stelle conquistò Taranto e provincia promettendo la chiusura dell’impianto e la trasformazione dell’area in un parco giochi.
«Dopo quelle elezioni – ricorda Iaia – Conte divenne presidente del Consiglio e Turco sottosegretario alla Presidenza. Eppure, nonostante le promesse, non mossero un dito per chiudere lo stabilimento». Una distanza tra annunci e realtà che, secondo il deputato di Fratelli d’Italia, pesa ancora oggi sulla credibilità del Movimento.
La conclusione di Iaia è un affondo diretto: “Questi sono solo alcuni esempi del malgoverno targato Cinquestelle. Sono gli ultimi titolati a dare lezioni o a emettere giudizi sulla gestione dell’ex Ilva».















