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L’aula consiliare ha vissuto una seduta tesa e carica di contrapposizioni, ma alla fine il bilancio di previsione 2026‑2028 è stato approvato a maggioranza nel Consiglio comunale di oggi, venerdì 20 marzo con 21 voti a favore, 10 contrari e l’astensione di Gianni Azzaro (sibillina la sua dichiarazione: «se tornerete a essere razionali, a calarvi nei problemi della città e a esercitare quel coraggio che tutti si aspettano da chi amministra, non avrò difficoltà a essere al vostro fianco»).

Un voto arrivato dopo ore di confronto serrato, in cui opposizioni e maggioranza si sono fronteggiate senza risparmiare critiche e repliche, segno di una manovra economica che inciderà profondamente sulla vita finanziaria del Comune nei prossimi anni.
Le opposizioni hanno contestato duramente il documento, definendolo insufficiente e privo di una visione capace di affrontare le rigidità strutturali dell’ente. La maggioranza, dal canto suo, ha difeso il bilancio «a spada tratta», ribadendo che molte delle difficoltà attuali derivano dalle condizioni ereditate dalla precedente amministrazione e che il documento approvato rappresenta «l’unica strada possibile» per garantire equilibrio e continuità dei servizi.
Un dibattito preceduto dalla bocciatura dei 14 emendamenti presentati a vario titolo dalle opposizioni e che ha vissuto nella replica del sindaco Bitetti a tutte le accuse piovute sul suo capo e su quello della sua maggioranza.
Il sindaco Piero Bitetti ha rivendicato la linea dell’amministrazione parlando di «coraggio» e della necessità di «governare le complessità» in un momento che definisce «particolarmente difficile» per la città. Ha ricordato che il bilancio è stato costruito «con serietà, responsabilità e trasparenza», sottolineando che «il bilancio di previsione deve stare in equilibrio: se togli da una parte, devi mettere dall’altra».
Bitetti ha respinto le accuse di scarsa chiarezza, affermando che «chi ha voluto leggere il bilancio ha avuto 16 giorni per farlo» e che molte critiche derivano da «relazioni fatte da amici, senza approfondire davvero i documenti». Ha rivendicato la spending review avviata dall’amministrazione: «È una spending review vera, autentica, e lo dimostriamo con i numeri».
Sul tema delle entrate, il sindaco ha spiegato che l’aumento delle sanzioni non è una scelta politica, ma un obbligo: «Non avremmo voluto applicare il 30% di maggiorazione, ma la Corte dei Conti ci ha imposto di rispettare la norma. Il dirigente lo fa per evitare danni erariali alla città e a se stesso».
Bitetti ha poi risposto alle critiche sui “tappeti” e sui presunti tagli: «Abbiamo tolto il tappeto e tutta la polvere che c’era sotto. Non abbiamo la bacchetta magica: siamo qui da otto mesi, non da anni». Ha ricordato che molte opere in corso non gravano sulle casse comunali: «La riqualificazione di piazza Ebalia è sponsorizzata, non pesa sui cittadini».
Il sindaco ha rivendicato l’impostazione del bilancio come strumento di sviluppo: «Non è un libro dei sogni, è un libro vero. È animato da entusiasmo e dalla volontà di combattere il calo demografico, creare opportunità, formazione, occupazione». Ha ricordato che la macchina amministrativa «con 700 unità sta facendo il lavoro di 1.500» e che la giunta ha già individuato «modelli di gestione per gli impianti sportivi del post Giochi del Mediterraneo, perché il Comune non può gestirli direttamente».
Ha poi elencato interventi e progetti recuperati o avviati, dai fondi Pnrr ai cantieri su piazza Fontana, piazza Castello, mura aragonesi, parcheggi multipiano, sportello di prossimità, fino agli interventi sociali: «Abbiamo aumentato le rette per le strutture che accolgono minori perché ci teniamo al prossimo. È stata una scelta impegnativ, ma necessaria».
Poi la conclusione con un appello politico: «Questo è il momento più importante per questa terra. Ci stiamo giocando il futuro» e ha annunciato la convocazione di un tavolo per lo sviluppo il 30 marzo al quale saranno invitati i parlamentari e i consiglieri regionali ionici, le organizzazioni sindacali e datoriali: «È il momento di unire le forze, superare gli steccati politici e pensare ai nostri bambini». E ha chiesto ai consiglieri di sostenere il bilancio: «Vi chiediamo fiducia».

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