CRONACHE TARANTINE
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Nelle ultime ore il dibattito politico tarantino si è acceso attorno alla gestione dei fondi del CIS, con un botta e risposta che ha coinvolto amministrazione comunale, opposizione e Partito Democratico.
L’affondo iniziale è arrivato dal vicesindaco Mattia Giorno contro l’on. Dario Iaia, responsabile unico del Contratto istituzionale di sviluppo; a stretto giro è intervenuto il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Luca Lazzàro, che ha difeso l’operato del commissario chiamando in causa il sindaco Bitetti; infine l’on. Francesca Viggiano e la segretaria provinciale del Pd, Anna Filippetti, sono scese in campo con una presa di posizione netta, denunciando pressioni politiche e criticità nella gestione nazionale del CIS. Una sequenza che racconta un clima teso, in cui la partita dei finanziamenti e dei cantieri diventa terreno di scontro politico e istituzionale.
Giorno ha attaccato Iaia accusandolo di intestarsi meriti non suoi: “Abbiamo letto questa mattina l’ennesima nota dell’onorevole Iaia, ormai specializzato nell’attribuirsi meriti che appartengono al lavoro degli enti locali. L’ultimo caso è quello di Palazzo degli Uffici: un intervento su cui il Comune lavora da anni, affrontando una procedura complessa che oggi è vicina alla conclusione grazie all’impegno quotidiano di tecnici e dipendenti comunali, non certo per l’iniziativa di un delegato del Governo”. Il vicesindaco ha parlato di “corsa ad arrivare primi negli annunci”, contrapponendo “chi lavora in silenzio” a “chi prova a intestarsi risultati non propri”. Ha poi puntato il dito contro l’esecutivo nazionale: “Dal 2022 non è stato aggiunto un euro alla dotazione del CIS Taranto, che continua a vivere esclusivamente delle risorse stanziate dai governi precedenti. Il CIS, strumento pensato e costruito dal Partito Democratico per Taranto, è stato di fatto fermo in questi anni proprio per responsabilità dell’attuale Governo”. Giorno ha chiuso chiedendo a Iaia di ottenere risposte concrete dai ministri competenti e alla Presidente del Consiglio di venire finalmente a Taranto: “Perché finora, per lei, la città sembra fermarsi alla masseria di Bruno Vespa”.
La replica di Lazzàro è stata immediata e durissima: “Il vicesindaco Mattia Giorno farebbe bene a dedicare meno tempo alle passerelle, ai convegni e alla propaganda politica del Partito Democratico e molto più tempo alle deleghe che gli sono state affidate nell’interesse della città. Taranto non ha bisogno di un presenzialista permanente, ma di amministratori capaci di lavorare concretamente sui problemi irrisolti che questa amministrazione continua ad accumulare”. Il consigliere di Fratelli d’Italia ha difeso il ruolo del CIS e del suo responsabile: “Il CIS Taranto non è uno strumento di propaganda politica, ma un complesso meccanismo di coordinamento tra soggetti attuatori. Se negli anni Invitalia è dovuta intervenire in sostituzione di diversi soggetti, è proprio perché troppo spesso si sono registrati ritardi, inefficienze e incapacità amministrative locali”. Lazzàro ha rivendicato l’impegno del Governo: “Sono stati stanziati 90 milioni per la bonifica della falda profonda dell’area PIP di Statte e Palazzo Archita andrà finalmente in gara entro giugno grazie all’accelerazione impressa dall’on. Iaia”. Per il consigliere, la priorità è la capacità di spesa degli enti locali: “Non si possono continuare a reclamare nuove risorse quando quelle assegnate restano bloccate da oltre dodici anni”. Infine l’appello al sindaco: “Bitetti chiarisca se condivide le dichiarazioni del suo vicesindaco o se intende riportare il dibattito su un piano di serietà istituzionale”.
A chiudere il quadro sono intervenute Viggiano e Filippetti, che hanno respinto le accuse di Lazzàro e rilanciato contro Fratelli d’Italia: “Il consigliere di Fratelli d’Italia sembra aver smarrito il senso del proprio ruolo. Invece di esercitare un’opposizione seria e credibile, preferisce tirare per la giacchetta il sindaco Bitetti contro il suo stesso vicesindaco, alimentando dinamiche che poco hanno a che fare con il confronto politico”. Le due esponenti dem hanno paventato due scenari: “O l’amministrazione Bitetti si sta spostando verso destra — ipotesi che scartiamo avendo piena fiducia nel sindaco — oppure siamo davanti a un vero e proprio ricatto politico da parte di questa destra, che continua a strattonare il sindaco, magari subordinando l’invio delle risorse e il buon esito dei progetti del CIS a una sorta di sottomissione politica dell’amministrazione comunale”. Un’ipotesi definita “gravissima e inaccettabile”. Sul piano amministrativo, Viggiano e Filippetti hanno contestato l’efficienza del CIS sotto la gestione attuale: “Da quando è sotto una gestione riconducibile a Fratelli d’Italia, si è impantanato, esattamente come altri dossier strategici per il Paese, a partire dall’ex Ilva”. La conclusione è un monito: “Taranto ha bisogno di serietà, trasparenza e chiarezza politica. Chi vuole fare opposizione la faccia davvero, nell’interesse della città, non inseguendo polemiche utili solo a creare confusione”.