CRONACHE TARANTINE
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In una città attraversata da cantieri, tensioni amministrative e una crescente insofferenza civica, il dibattito politico torna ad accendersi.
Questa volta a intervenire è il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Gianluca Mongelli, che affida a una nota un affondo diretto contro l’amministrazione comunale e, in particolare, contro il vicesindaco. Un intervento dai toni netti, che fotografa una Taranto “stanca” e “intrappolata” in una narrazione che, secondo l’esponente di FdI, non coincide più con la realtà quotidiana dei cittadini.
«Amministrare una città — o forse avere solo l’illusione di farlo — sta portando certi interpreti a perdere completamente il contatto con la realtà», esordisce Mongelli, parlando di «un film già visto, anzi, una serie TV targata centro-sinistra di cui oggi va in scena l’ennesima, stancante puntata». Il “protagonista del giorno”, come lo definisce, sarebbe il vicesindaco, volto della fiction politica “Benvenuti a Taranto”, una città che «illustri predecessori, oggi in cerca di occupazione, definivano la Stalingrado d’Italia».
Per Mongelli, mentre qualcuno «trova il tempo di speculare politicamente», la città «affonda» tra problemi concreti e irrisolti. L’elenco è puntuale e volutamente tagliente: «Cantieri infiniti, una città ostaggio di lavori pubblici confusi e senza indicazioni; il BRT, un’opera in cerca d’autore che al momento genera solo caos; l’igiene urbana in una situazione vicina al collasso, al pari dell’azienda che dovrebbe occuparsene». A questo si aggiunge il riferimento ai Giochi del Mediterraneo, che secondo il coordinatore di FdI «restano in piedi solo grazie al lavoro del Commissario Governativo, mentre l’ente civico non riesce a organizzare nemmeno un torneo di bocce per creare un minimo di entusiasmo».
Il passaggio più politico arriva quando Mongelli accusa il vicesindaco di intervenire sui lavori del CIS «per recriminare non si sa bene cosa», puntando il dito contro il Governo Meloni «per problemi storici mai risolti da chi ha governato finora». Una dinamica che, a suo dire, si ripete: «I problemi si aggravano giorno dopo giorno — un vero nomen omen — ma la narrazione politica non si ferma».
La nota si chiude con una frase secca, quasi un taglio netto: «E va bene così. Senza ulteriori parole».