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La nuova data annunciata per l’apertura dell’ospedale San Cataldo – ora spostata al 2028 – riaccende lo scontro politico in città.

A intervenire è il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Luca Lazzàro, che parla senza mezzi termini di «un insulto alla dignità dei cittadini tarantini». Per l’esponente della destra, il rinvio certifica «il fallimento totale della programmazione sanitaria regionale del Partito Democratico», mentre da Palazzo di Città «regna un silenzio assordante e complice».
Lazzàro ricostruisce la lunga sequenza di date annunciate e poi smentite: «L’inaugurazione dell’ospedale è stata rinviata così tante volte che sembra una barzelletta: dall’estate 2024 alla fine del 2026, poi al 2027 e adesso addirittura al 2028». Secondo il consigliere, quelle scadenze sarebbero state utilizzate «come becera propaganda elettorale», giocando «con la salute e le speranze della nostra comunità». Nel mirino anche il governatore Michele Emiliano e la giunta regionale, accusati di aver portato «il sistema sanitario pugliese al collasso finanziario, a un passo dal commissariamento e con lo spettro di un aumento delle tasse per i cittadini».
Il consigliere punta poi il dito contro il sindaco Piero Bitetti, invitato ad assumere una posizione più netta: «Davanti a una situazione così grave, il sindaco dovrebbe avere un ruolo incisivo e autorevole nella difesa degli interessi della città. Finora, invece, ha mostrato una linea eccessivamente allineata alle posizioni del centrosinistra regionale, senza la necessaria fermezza a tutela di Taranto e dei suoi cittadini».
Lazzàro denuncia anche l’emergenza personale e l’incertezza sul futuro dell’intero sistema ospedaliero ionico. «Cosa ce ne facciamo di una scatola di cemento vuota senza medici e infermieri? Il personale dell’Asl di Taranto sta lavorando in condizioni disumane. Senza un piano di assunzioni massiccio, il San Cataldo sarà una cattedrale nel deserto, incapace di smaltire le liste d’attesa e di garantire il diritto alle cure». E aggiunge un ulteriore elemento di preoccupazione: «Continuiamo a non avere alcuna risposta sul futuro del SS. Annunziata, lasciato in uno stato di totale abbandono progettuale».
La conclusione è un impegno politico e una richiesta diretta: «Fratelli d’Italia continuerà a mantenere alta l’attenzione istituzionale sulla vicenda San Cataldo, chiedendo cronoprogrammi certi, trasparenza e garanzie per il territorio. Taranto non può più essere il bancomat elettorale del centrosinistra pugliese, a scapito della salute di chi soffre. Chiediamo al sindaco Bitetti di rappresentare con maggiore determinazione le istanze della città nei confronti della Regione».

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