CRONACHE TARANTINE
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Per la segretaria provinciale del Partito Democratico, Anna Filippetti, quanto accaduto all’ex Ilva di Taranto è la fotografia di una deriva inaccettabile.
“Ci sarebbe da ridere se la situazione non fosse drammatica”, afferma, commentando la decisione dell’azienda di comunicare la cassa integrazione a decine di lavoratori tramite un semplice messaggio WhatsApp. Sessanta persone – addetti alla manutenzione, alla sicurezza, figure cruciali in uno stabilimento segnato da continui allarmi sugli impianti – hanno appreso del loro destino come se si trattasse di una notifica qualsiasi da archiviare sul telefono.
Filippetti definisce l’episodio “un fatto gravissimo che calpesta la dignità del lavoro e delle persone”. Sottolinea che “non si può gestire il futuro di famiglie e lavoratori con la freddezza di un messaggino”, soprattutto in una vertenza che da anni rappresenta il simbolo nazionale di promesse disattese, precarietà e assenza di una strategia industriale credibile. La segretaria dem parla apertamente di “fallimento totale della gestione dell’ex Ilva: impianti deteriorati, sicurezza insufficiente, lavoratori lasciati soli e una politica industriale incapace di dare certezze a Taranto e al Paese”.
Secondo Filippetti, la scelta di notificare la cassa integrazione via WhatsApp è l’emblema di un metodo che “umilia i lavoratori e alimenta rabbia e sfiducia”. Invece di investire nella manutenzione, nella tutela della salute e nella sicurezza, si ricorre a scorciatoie che rivelano un approccio improvvisato e cinico a una crisi che richiederebbe ben altro livello di responsabilità.
Il Partito Democratico ionico, ribadisce la segretaria, è “al fianco dei lavoratori” e chiede “chiarezza immediata sul futuro occupazionale, sul piano industriale e sulle condizioni di sicurezza dello stabilimento”. Per Filippetti non è più tollerabile che una vertenza così complessa venga affrontata “con superficialità, come se non riguardasse il più grande nodo industriale italiano”.
La conclusione è amara e tagliente: “A questo punto aspettiamo solo che le prossime comunicazioni aziendali arrivino con una storia su Facebook o un reel su Instagram, perché evidentemente, nella gestione ex Ilva, anche il rispetto dei lavoratori è diventato una notifica da scorrere”.