CRONACHE TARANTINE
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Questa mattina, sabato 16 maggio, nella sala stampa della Presidenza della Regione, Antonio Decaro si è presentato davanti ai giornalisti con un fascicolo fitto di numeri, grafici e tabelle.
Nessuna retorica, nessun giro di parole: il presidente ha illustrato punto per punto la manovra con cui la Puglia tenterà di riportare in equilibrio i conti della sanità nel 2025, «garantendo la sostenibilità del sistema e la continuità dei servizi ai cittadini». Una conferenza stampa densa, tecnica, ma attraversata da un messaggio politico chiaro: assumersi la responsabilità di una scelta difficile, in un momento in cui tutte le regioni italiane sono sotto pressione.
«Abbiamo appena presentato il piano per sanare il disequilibrio della nostra sanità. È un documento che porteremo nei prossimi giorni al Ministero», ha spiegato Decaro, ricordando che «la spesa sanitaria è aumentata drammaticamente in tutta Italia». A fronte di un incremento dei costi del 3,6%, ha aggiunto, «il Governo centrale copre aumentando solo dell’1,2% il fondo sanitario nazionale e alla Puglia è stato riconosciuto solo l’1,09%. Questi dati sono stati certificati e diffusi nel Documento di finanza pubblica 2025».
Il presidente ha insistito sul fatto che «oggi tutte le regioni italiane sono in grave affanno, anche quelle storicamente considerate virtuose». In questo scenario, ha detto, «in un momento di sacrifici, noi facciamo la nostra parte. Prima di chiedere qualunque sforzo ai pugliesi, abbiamo tagliato i costi della politica e della macchina regionale: 107 milioni di euro in meno, inclusi 30 milioni dell’avanzo di amministrazione del Consiglio regionale. Dobbiamo essere noi i primi a dare l’esempio».
La manovra fiscale che coprirà la parte restante del disavanzo è stata definita «improntata sulla massima equità». «Il 30% dei pugliesi non pagherà un solo euro in più, i redditi più bassi sono totalmente tutelati. Il 40% dei contribuenti, nello scaglione 15.000–28.000 euro, pagherà circa 4 euro in più al mese. Chi ha redditi fino a 50 mila euro vedrà un aumento di circa 19 euro al mese. Chi guadagna di più, pagherà di più. Perché crediamo sia giusto così».
Decaro ha rivendicato la scelta politica e personale di assumersi la responsabilità della manovra: «Mi sono preso la responsabilità di questa Regione, ho la responsabilità dei pugliesi e scelgo di mettere in gioco il mio consenso politico, la mia credibilità di amministratore pur di portare la nave al sicuro nel porto». Ha ricordato di aver evitato polemiche nelle ultime settimane: «Ne ho ascoltate e lette tante. Numeri, parole, attacchi. Sono stato in silenzio perché ho promesso ai pugliesi che non avrei trasformato queste stanze in un ring elettorale. Io terrò fede al mio impegno. La responsabilità oggi è mia. E me la prendo».
Il presidente ha poi rivolto un messaggio al Governo nazionale: «Ho sempre pensato, da sindaco e ancora di più da presidente della Regione, che il governo del mio Paese fosse un alleato per risolvere i problemi dei cittadini, non un avversario da campagna elettorale. Per questo ho scelto di non attaccare nessuno e di assumermi la responsabilità di questo provvedimento, a pochi giorni da una scadenza elettorale. Mettendoci la faccia, come ho sempre fatto».
Guardando al futuro, Decaro ha assicurato che «se ci saranno sprechi li taglieremo; se ci saranno abusi li fermeremo. Monitoreremo la spesa giorno per giorno, esigendo sobrietà, rigore ed efficienza nelle cure». Ha ricordato che «il lavoro è già iniziato: ad oggi sono 174.837 le persone contattate per il recupero delle liste d’attesa e 93.415 le prestazioni già anticipate». Ai nuovi direttori generali saranno posti «obiettivi vincolanti sulla riduzione delle liste d’attesa e sull’efficientamento della sanità».
«In questi primi quattro mesi abbiamo iniziato a controllare e verificare ogni procedura. Non basta, lo so, ma dimostra che non stiamo solo riequilibrando il bilancio: stiamo cercando di cambiare un sistema», ha aggiunto. E ha concluso con un passaggio personale: «Non sono felice di aumentare le tasse, lo faccio con la morte nel cuore. I cittadini sono già penalizzati da un costo della vita elevatissimo. Mi assumo l'onere di questo provvedimento e lavorerò giorno e notte affinché la sanità pugliese migliori le prestazioni e riduca i costi. Il nostro obiettivo è chiaro: garantire ai pugliesi una sanità che funzioni, tagliare gli sprechi e lavorare da subito per poter ridurre le tasse nei prossimi anni».