CRONACHE TARANTINE
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Nel panorama politico nazionale, mentre partiti e coalizioni iniziano a definire le proprie strategie in vista delle Politiche 2027, c’è un’iniziativa che sta attirando attenzione per metodo, ambizione e capacità di mobilitare energie civiche.
È un percorso che rimette al centro la partecipazione dal basso, la costruzione collettiva dei programmi, l’ascolto reale dei territori. A Taranto, città simbolo delle grandi sfide italiane – dalla transizione ecologica al lavoro, dalla salute alla rigenerazione urbana – questo percorso ha trovato una risposta che ha superato ogni aspettativa.
Si chiama NOVA – Parola all’Italia, ed è il laboratorio partecipativo con cui il Movimento 5 Stelle sta raccogliendo idee, proposte e visioni dei cittadini per contribuire alla definizione del programma della futura coalizione progressista. Un metodo che richiama la stagione delle assemblee civiche e dei laboratori politici aperti, con l’obiettivo dichiarato di costruire un’agenda condivisa, radicata nei territori e non calata dall’alto.
La tappa tarantina, ospitata negli spazi del Salina Hotel, ha registrato un entusiasmo che ha sorpreso gli stessi organizzatori. «Innanzitutto è un progetto mai realizzato in Italia» spiega il vicepresidente nazionale del M5S, il senatore Mario Turco, «un percorso di partecipazione dal basso in cui cittadini, imprese e associazioni hanno la possibilità di confrontarsi e fornire soluzioni che il Movimento 5 Stelle avrà poi il compito di sintetizzare e portare al tavolo per la creazione di un fronte progressista, così da offrire un’alternativa al Paese».
Turco sottolinea come la risposta pugliese sia stata straordinaria: «Abbiamo avuto oltre 1400 partecipanti tra sabato e domenica. Qui a Taranto sono arrivate più di 300 richieste per 130 posti disponibili. Con la coordinatrice Laura Sebastio abbiamo deciso di organizzare un momento supplettivo: sabato 29 maggio ci sarà un secondo appuntamento di confronto».
Il senatore si sofferma anche sul ritorno in campo del presidente del Movimento: «Conte è di nuovo operativo. Ha attraversato un momento che lo ha tenuto lontano per alcuni giorni ma già da settimane è tornato più combattivo di prima. In Puglia penso che tornerà tra maggio e giugno e riprogrammeremo le visite a Taranto che abbiamo dovuto rinviare».
Se la partecipazione è stata così ampia, molto si deve anche al lavoro della coordinatrice provinciale del Movimento, Laura Sebastio, che racconta l’atmosfera della giornata: «I tarantini hanno reagito magnificamente a questo invito a partecipare a una piazza di democrazia. Solo il gruppo di Taranto ha ricevuto oltre 230 richieste: siamo andati in overbooking. Questo significa che quando i cittadini possono essere protagonisti ed esprimere la propria voce rispondono e hanno voglia di esserci».
Sebastio insiste sulla natura profondamente orizzontale dell’iniziativa: «Abbiamo una sala gremita di persone che non vedono l’ora di dare il proprio contributo, autentico e libero. La metodologia dell’Open Space Technology permette di esprimersi senza simboli di partito, senza palchi, senza sovrastrutture. Oggi non ci sono gli apparati: ci sono le persone, i territori, con le loro idee e le loro proposte per migliorare le condizioni di vita di tutti noi».
Il lavoro della giornata, come nelle altre 99 piazze aperte in tutta Italia, confluirà in un instant report che alimenterà il programma da portare al tavolo della coalizione progressista. «Sarà un programma autentico, scritto dal basso e non calato dall’alto» ribadisce Sebastio.
Tra i temi che emergono con più forza c’è naturalmente il lavoro, soprattutto in una città che vive da decenni dentro vertenze complesse. L’onorevole Patty L’Abbate lo ricorda con chiarezza: «Sulle vertenze Ilva e Natuzzi il M5S le sta seguendo da vicino. Ho presentato un’interrogazione e un’interpellanza parlamentare e sono stata chiamata direttamente dai lavoratori della Natuzzi al loro presidio di Laterza perché volevano sapere cosa stesse accadendo. Siamo accanto a loro: non bisogna lasciarli soli».
Per L’Abbate, la presenza a NOVA è la conferma di una priorità politica: «Noi facciamo questo perché al primo posto vengono i cittadini e i loro interessi. Le persone vengono qui per dire quale futuro vogliono, e sono convinta che una delle prime richieste sarà il lavoro sicuro, la dignità delle famiglie. Non avete idea di quante vertenze arrivino ogni giorno sulla mia mail istituzionale».
La deputata non risparmia una critica al governo: «Invece di fare decreti per aiutare la popolazione e sostenere i lavoratori, pensa al ponte sullo Stretto, ai centri in Albania o alla guerra».
La giornata tarantina di NOVA si chiude così, con tavoli di confronto, centinaia di contributi, un clima di partecipazione che restituisce alla politica un volto più umano e più vicino alle comunità. Un laboratorio che ambisce a trasformare idee e proposte in un percorso politico condiviso, in vista di una scadenza elettorale che si annuncia decisiva.