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Foto Studio R. Ingenito

Il Consiglio comunale di Taranto, riunito oggi in modalità question time, ha scelto la strada della compattezza politica per affrontare uno dei temi più caldi dell’ultimo periodo: la cosiddetta malamovida.

Una seduta rapida ma densa, nella quale maggioranza e opposizione hanno trovato un punto di equilibrio votando una mozione unitaria nata dalle proposte del consigliere di Forza Italia Massimiliano Stellato e da quella firmata da Stellato, Ungaro e Lazzàro sull’adozione del Piano comunale di classificazione acustica. Una convergenza che ha trasformato il dibattito in un fronte comune contro gli eccessi notturni, con l’obiettivo dichiarato di tutelare il diritto al riposo dei residenti senza penalizzare le attività economiche.
La decisione più significativa riguarda l’ampliamento dell’orario consentito per le emissioni acustiche: non più le 23 ma la mezzanotte. Una scelta che, nelle intenzioni dell’aula, dovrebbe evitare conflitti immediati con gli operatori e allo stesso tempo fissare un limite chiaro. Dopo le 24 scatteranno i controlli a campione della Polizia locale, con sanzioni per chi violerà i contenuti dell’ordinanza sindacale di prossima pubblicazione. L’aula ha inoltre chiesto che la direzione Ambiente proceda alla redazione del Pcca «in tempi congrui», tenendo conto della mole di lavoro necessaria per un documento tecnico complesso ma ormai ritenuto indispensabile.
Nel clima di collaborazione che ha caratterizzato la seduta, il Consiglio ha approvato all’unanimità anche la mozione che consentirà ai rider di transitare durante la pedonalizzazione estiva di corso ai  Due Mari, evitando così disagi per chi lavora nelle consegne e garantendo continuità al servizio.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla mozione presentata dai consiglieri Massimiliano Stellato e Rosario Ungaro sul potenziamento degli organici dei servizi Anagrafe e Stato civile nelle sedi decentrate, un tema diventato urgente in vista della scadenza di fine agosto, quando la carta d’identità cartacea perderà ogni valore legale a favore di quella elettronica. A Taranto sono ancora 10mila i cittadini in attesa di potervi ottemperare, mentre le coppie che devono “spaccare la croce” per il matrimonio e ottenere la pubblicazione dell’avviso si trovano spesso costrette a rivolgersi ai Comuni della provincia per evitare ritardi.
La discussione in aula ha mostrato una posizione unitaria, sia da parte della maggioranza che dell’opposizione ma la complessità del tema, dal momento che al momento l’amministrazione comunale non è in grado di fare nuove assunzioni ma solo spostamenti orizzontali tra personale già in serivizio, ha portato a una scelta condivisa: rinviare il punto alla seduta del prossimo 10 giugno. Nel frattempo, l’8 giugno si terrà una seduta congiunta delle commissioni Affari generali e Servizi, alla presenza del direttore generale, del segretario generale, del dirigente del settore e di tutte le figure tecniche competenti. L’obiettivo è ottenere un quadro completo sul fabbisogno di personale, sulle sedi decentrate più in sofferenza e sulle misure necessarie per affrontare l’emergenza, così da arrivare alla votazione del 10 giugno con una mozione condivisa e immediatamente applicabile.
Sono state invece ritirate e rinviate alla prossima seduta due mozioni tecniche: quella sull’applicazione del cumulo giuridico e quella relativa all’acquisizione da parte dell’amministrazione comunale di alcune strade periferiche non servite da servizi.
Diverso l’esito della mozione presentata dal gruppo di Fratelli d’Italia, che chiedeva di potenziare i servizi turistici della città in vista anche degli imminenti Giochi del Mediterraneo, coinvolgendo gli edicolanti come infopoint e le scuole in un percorso parallelo di transizione digitale. Il consigliere Tartaglia ha bocciato la proposta di Fratelli d’Italia, parlando della necessità di «un salto di qualità nell’accoglienza» seguito dall’intera maggioranza che ha respinto la mozione ritenendola non immediatamente praticabile o non coerente con le linee già tracciate dall’amministrazione.
Nel corso della seduta è emerso anche il tema della fruibilità dei siti archeologici cittadini, molti dei quali attualmente chiusi: dalle tombe a camera di piazza Pio XII e via Marco Pacuvio alla Cripta del Redentore, fino alla necropoli di via Marche. Alla domanda posta in aula, l’assessore ai Lavori pubblici Lucio Lonoce ha risposto elencando una serie di interventi di manutenzione già programmati. «I lavori dureranno presumibilmente trenta giorni», ha spiegato, assicurando che al termine delle operazioni i siti saranno riaperti al pubblico.
La seduta si è chiusa con l’immagine di un Consiglio che, almeno sul fronte della regolamentazione notturna, ha scelto di muoversi compatto, mentre su altri temi – turismo, servizi, visione strategica – restano differenze politiche e approcci divergenti.

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