CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Sul futuro dell’aeroporto di Grottaglie il clima politico torna a farsi incandescente.
Da un lato Fratelli d’Italia, con l’on. Dario Iaia, denuncia quella che definisce «una gigantesca operazione di propaganda costruita dalla sinistra pugliese»; dall’altro la Lega, con il consigliere regionale Antonio Scalera, chiede trasparenza immediata sullo studio tecnico commissionato dalla Regione per valutare l’avvio dei voli civili. Due voci diverse che, però, convergono su un punto: la necessità di fare chiarezza su investimenti, strategie e responsabilità.
Iaia affonda il colpo accusando Partito Democratico e Movimento 5 Stelle di aver «raccontato ai cittadini una realtà completamente diversa dai fatti», pur governando da vent’anni la Regione e controllando Aeroporti di Puglia. «Non risulta alcuna iniziativa concreta avanzata verso Ministero delle Infrastrutture ed ENAC per programmare seriamente l’attivazione dei voli passeggeri», sostiene, ricordando che nel frattempo sono stati spesi circa 9 milioni di euro per il nuovo terminal. «Un investimento che rischia di apparire come una mera operazione di facciata, utile solo a raccogliere consenso elettorale». Da qui il bivio: o esisteva una strategia mai attuata, oppure si sono spesi fondi pubblici senza pianificazione. «In entrambi i casi qualcuno dovrà spiegare ai cittadini come siano state utilizzate queste risorse», avverte, aprendo anche alla possibilità di interessare la Corte dei Conti per verificare un eventuale danno erariale.
Il deputato di Fratelli d’Italia punta poi il dito sullo studio tecnico affidato allo studio Paleari, commissionato – ricorda – «solo dopo le nostre denunce pubbliche». Un documento che, secondo Iaia, «non è mai stato reso pubblico integralmente né messo a disposizione delle istituzioni o dei comitati che da anni si battono per il diritto del territorio jonico ad avere pari dignità». «Uno studio pagato con risorse pubbliche che rimane avvolto nel mistero», denuncia, parlando apertamente di «disparità di trattamento» rispetto agli scali di Bari, Brindisi e soprattutto Foggia, dove – sostiene – «Regione e AdP hanno attivato investimenti e interlocuzioni concrete». «Per Taranto-Grottaglie solo annunci, slogan e passerelle», conclude, definendo lo scalo «di serie C».
Su questo punto interviene anche Antonio Scalera, che ricostruisce la vicenda dal versante istituzionale. «Durante l’audizione del 20 gennaio 2025 – ricorda – fu annunciato che la Regione aveva affidato al professor Stefano Paleari uno studio specialistico per valutare le condizioni tecniche, economiche e regolatorie necessarie all’avvio dei collegamenti civili». A distanza di un anno e mezzo, però, lo studio non è stato reso pubblico. «Ritengo doveroso che l’intera comunità jonica possa conoscerne gli esiti e le conseguenti decisioni del Governo regionale», afferma. Per questo Scalera ha depositato una richiesta di audizione che coinvolge Presidente della Regione, Assessore ai Trasporti, Direttore del Dipartimento Mobilità, Presidente di Aeroporti di Puglia e lo stesso Paleari.
Il consigliere leghista sottolinea inoltre che entro il 30 giugno saranno completati gli interventi di riassetto e adeguamento del terminal passeggeri, comprensivi di adeguamento sismico, efficientamento energetico e riqualificazione delle aree esterne. «Investimenti significativi – osserva – che rendono ancora più urgente comprendere quale sia la strategia concreta per l’utilizzo civile dell’infrastruttura». Il territorio, insiste, «nutre grandi aspettative» e ha bisogno di risposte chiare: lo studio è stato completato? Quali indicazioni contiene? Sono stati avviati contatti con vettori aerei? Quali sono i tempi per l’eventuale attivazione dei voli?
«È arrivato il momento di capire se l’apertura dell’aeroporto ai voli civili rappresenti ancora un obiettivo strategico della Regione Puglia», conclude Scalera, richiamando la necessità di «trasparenza e condivisione delle informazioni» come condizioni indispensabili per costruire il futuro del territorio.