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Il Consiglio comunale di Taranto è tornato a riunirsi ieri pomeriggio del 7 luglio e, ancora una volta, la seduta ha messo in evidenza tutte le fragilità numeriche e politiche della maggioranza. Prima di affrontare qualsiasi provvedimento, l’aula si è ritrovata nuovamente scoperta: mancavano i consiglieri necessari per aprire i lavori.


Massimiliano Stellato (FI), prima del voto, ha sottolineato l’ennesima mancanza di compattezza della coalizione di governo. Solo dopo una sospensione lampo, chiesta da Cosimo Festinante, alcuni membri della maggioranza hanno raggiunto Palazzo di Città, consentendo di riprendere la seduta.
Può darsi che qualcuno si sia perso nel traffico causato dai numerosi cantieri aperti in città: una scusa che, tutto sommato, possiamo anche concedere.
Una volta ottenuto il numero legale, l’aula ha approvato una serie di atti, molti dei quali di natura tecnica, che confermano una macchina amministrativa più incline a inseguire le urgenze che a programmare.
Tra questi, il riconoscimento di un debito fuori bilancio per interventi eseguiti “in estrema urgenza” sull’ipogeo di Palazzo Amati: un’altra spesa imprevista che si aggiunge alla già lunga lista di pendenze accumulate negli anni.
Sul fronte del Patrimonio, via libera alla vendita tramite trattativa privata di un immobile comunale destinato alla realizzazione di una cabina elettrica nei pressi dello stadio “Renzino Paradiso” di Talsano, opera inserita nel mosaico infrastrutturale dei Giochi del Mediterraneo. Approvato anche il riscatto di un terreno in via degli Ostricari, ulteriore tassello di una gestione patrimoniale che continua a muoversi tra alienazioni e acquisizioni senza una cornice strategica definita.
Non sono mancate le variazioni d’urgenza al bilancio di previsione 2026/2028: una per la direzione Grandi Opere, Appalti e Contratti, l’altra per l’Avvocatura comunale. Anche qui, il filo conduttore è la necessità di correggere in corsa più che di pianificare.
Tra i provvedimenti più significativi, l’approvazione del nuovo Regolamento comunale per il Servizio di affido familiare — di cui abbiamo già scritto ieri, vista l’importanza — rappresenta un passo avanti sul piano del welfare cittadino. Un segnale positivo, che però arriva in un contesto politico che non appare ancora pienamente solido.
La seduta si è chiusa con la consueta menzione dei debiti fuori bilancio: rette non pagate per minori e disabili su disposizione dell’Autorità giudiziaria, oltre 5.500 euro dovuti al consorzio Corepla per il recupero degli imballaggi in plastica, e varie somme derivanti da sentenze sfavorevoli del Tribunale di Taranto e della Corte di Giustizia Tributaria. Una situazione contabile che richiede interventi rapidi e strutturali.
Oggi il Consiglio tornerà a riunirsi: come anticipato nei titoli, la terza seduta segue immancabilmente la seconda…
In programma la surroga della consigliera Luana Riso, diventata assessora al Patrimonio e ai Servizi demografici, con l’ingresso dell’ex presidente di Kyma Ambiente Amiu, Alfredo Spalluto. A seguire, un question time che si preannuncia particolarmente vivace: non solo perché metterà in luce le criticità segnalate dai cittadini, ma perché rappresenterà un vero test politico per misurare la tenuta della maggioranza dopo giorni di sedute zoppicanti.
All’ordine del giorno anche due mozioni: una per intitolare lo slargo di piazza Castello alla memoria di Bakary Sako, simbolo di accoglienza e monito contro la violenza giovanile; l’altra per rafforzare la rete sociale, educativa e psicologica cittadina, con l’obiettivo di prevenire il disagio minorile e giovanile. Temi cruciali, che rischiano però di essere offuscati da una maggioranza che fatica persino a garantire la presenza in aula.

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