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Avs (Portavoce regionali, Rosa D'Amato, Riccardo Rossi, Cosimo Di Lernia, il Portavoce cittadino, Giovanni Carbotti, i Portavoce provinciale, Gregorio Mariggiò e Maurizio Baccaro), affermano: “Ora la Regione Puglia completi il percorso”.


AVS esorta la Regione, che dopo aver richiesto il confronto e il contributo delle le istituzioni del territorio comune e provincia deve ora presentare osservazioni chiare nella procedura di VIA,  e chiedere il rigetto del progetto e aprire il confronto con associazioni e territorio.
Il portavoce cittadino Carbotti accoglie con favore la posizione assunta dal Comune di Taranto e considera utile anche il contributo espresso dalla Provincia. Un contributo certamente più scarno rispetto alla complessità del progetto e delle criticità in campo, ma comunque importante, perché rafforza il fronte istituzionale contrario al rigassificatore.
Ora è necessario che la Regione Puglia compia il passaggio decisivo, intervenendo nella procedura di Valutazione di Impatto Ambientale con osservazioni chiare, puntuali e coerenti con la tutela del territorio.
Il progetto insiste su un’area già sottoposta a una pressione industriale e ambientale eccezionale. Taranto convive da decenni con impianti, infrastrutture energetiche, traffici portuali, contaminazioni e procedimenti di bonifica. In questo contesto, una nuova grande infrastruttura fossile non può essere valutata come un’opera isolata, ma deve essere considerata per i suoi effetti cumulativi sul mare, sull’aria, sulla salute e sull’intero sistema portuale.Il Rigassificatore sarebbe il terzo impianto a rischio di incidente rilevante nel Comune di Taranto. Il vicinissimo quartiere di Lido Azzurro è stato del tutto ignorato.
Appare assurdo vincolare per decenni il porto e il territorio a una nuova infrastruttura legata al gas fossile, proprio mentre sulla stessa area è stato approvato un progetto per la costruzione e la manutenzione dell' eolico.
Tra le altre criticità più rilevanti vi sono l’aumento del traffico delle metaniere; il rumore subacqueo; le emissioni atmosferiche; le perdite di metano lungo la filiera del GNL; l’interferenza con le bonifiche e la compatibilità complessiva con gli obiettivi europei di transizione giusta,  il prelievo e lo scarico di grandi quantità di acqua marina per il processo di rigassificazione, con possibili effetti termici e chimici sull’ecosistema;
Taranto ha bisogno di bonifiche, innovazione, energie rinnovabili, diversificazione produttiva e lavoro stabile, dichiarano i portavoce provinciali Mariggiò e Baccaro.
Per queste ragioni, i Commissari regionali D'Amato e Rossi e il Segretario regionale Di Lernia chiedono alla Regione Puglia di presentare osservazioni orientate al rigetto del progetto e di sostenere un giudizio negativo di compatibilità ambientale.
È inoltre necessario che il Consiglio regionale convochi rapidamente associazioni, comitati, esperti e rappresentanti del territorio, affinché il confronto avvenga in modo pubblico e trasparente.
Dovrebbe essere la regola ascoltare la cittadinanza e i portatori di interesse nelle commissioni di riferimento come si fa al Comune di Taranto in modo sistematico da anni.
Dire no al rigassificatore non significa fermare lo sviluppo. Significa scegliere uno sviluppo diverso: più sicuro, più moderno e più coerente con il futuro di Taranto.

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