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“A poche ore dall’ultimo incidente in Afo2, che ha visto un lavoratore investito da un muletto, è bene ricordare al Governo che le sentenze della magistratura si rispettano. Se i giudici hanno disposto la chiusura dell’area a caldo, quella decisione va eseguita”.

Il senatore Mario Turco, vicepresidente e delegato alle Politiche economiche e fiscali del M5S, torna a chiedere una svolta immediata sul dossier ex Ilva: «La politica non può continuare a rifugiarsi dietro ricorsi o rinvii. Deve assumersi la responsabilità di costruire il futuro di Taranto».
Turco ribadisce la linea del Movimento 5 Stelle: chiusura definitiva dell’area a caldo e delle fonti inquinanti, avvio delle bonifiche, tutela dei lavoratori e dell’indotto, apertura immediata di un Accordo di Programma con Governo, enti territoriali e parti sociali per la riconversione industriale. «Servono nuovi investimenti, nuova occupazione, misure per i lavoratori esposti all’amianto e strumenti di accompagnamento all’esodo».
Il senatore ricorda che nei Governi Conte «questa impostazione non è stata pienamente portata a compimento» a causa del contratto di cessione dell’Ilva del 2017, «secretato dall’allora ministro Calenda e capace di condizionare pesantemente i margini di intervento».
Critiche anche all’esecutivo attuale: «Il Governo Meloni ha avuto quattro anni per cambiare rotta e non lo ha fatto. Ha inseguito un progetto di privatizzazione basato sul carbone e sul ciclo integrale, senza costruire una vera alternativa industriale e occupazionale. Nel frattempo sono stati consumati anche gli ultimi 100 milioni di euro di prestiti pubblici, risorse che difficilmente saranno recuperate».
Per Turco, il ricorso annunciato in Cassazione «è solo uno specchietto per le allodole: non costruisce una soluzione industriale e non sospende automaticamente gli effetti del provvedimento. È l’ennesimo tentativo di prendere tempo dopo quattro anni di promesse mancate».

«Taranto merita rispetto, verità e un futuro», afferma il senatore, che punta il dito contro il ministro Urso e contro la presidente Meloni: «Chi ha portato il dossier in questo vicolo cieco dovrebbe assumersene la responsabilità politica. La presidente del Consiglio non ha mai proferito parola, come se la questione non la riguardasse. Anche per questo serve mandare a casa questo Governo».
Turco conclude con un pensiero al lavoratore ferito nell’ultimo incidente: «Gli auguro di riprendersi al più presto. Le condizioni di sicurezza interne allo stabilimento restano precarie e il Governo non può continuare a ignorarlo».

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