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Una nuova presa di posizione del senatore Mario Turco riaccende il confronto politico sulla continuità territoriale e sull’apertura ai voli di linea dell’aeroporto Arlotta di Taranto‑Grottaglie. Al centro, ancora una volta, il nodo degli Oneri di Servizio Pubblico e il ruolo dello Stato nel finanziamento delle rotte.

«Secondo gli esponenti di Fratelli d’Italia, per garantire la continuità territoriale a Taranto-Grottaglie e aprire finalmente l’aeroporto ai voli di linea passeggeri, le risorse necessarie per finanziare gli Oneri di Servizio Pubblico (OSP) dovrebbe metterle la Regione Puglia e non il Governo. Peccato che le leggi dello Stato e i precedenti italiani dicano tutt’altro.
Partiamo proprio da Brindisi. Con la legge di bilancio 2025, grazie a un emendamento presentato da esponenti pugliesi di Forza Italia, sono stati stanziati 1,5 milioni di euro nel 2025, 1,7 milioni nel 2026 e 1,8 milioni nel 2027 per finanziare gli OSP dell’aeroporto di Brindisi. E la norma è chiarissima: gli enti territoriali “possono concorrere” con proprie risorse al finanziamento. Possono, non devono.
Ma Brindisi non è affatto un’eccezione. Per Crotone, la legge di bilancio 2019 stanziò 9 milioni di euro di risorse statali per finanziare gli stessi oneri. Per Ancona, lo Stato ha stanziato 3,7 milioni l’anno dal 2023 al 2025 e successivamente ulteriori risorse. Per Comiso e Trapani, il Ministero quantificò un fabbisogno complessivo di oltre 48 milioni di euro, di cui oltre 31 milioni direttamente a carico dello Stato e circa 17 milioni a carico della Regione Siciliana.
OSP sono stati inoltre imposti con decreto ministeriale sui collegamenti di Reggio Calabria con Bologna, Torino e Venezia e sulla rotta Trieste-Milano Linate.
Quindi la domanda viene spontanea: secondo gli esponenti di FdI, i finanziamenti statali destinati agli OSP di Brindisi, Crotone, Ancona, Comiso e Trapani da dove sarebbero arrivati, dalla Luna?
La realtà è molto diversa da quella che viene raccontata. Questi precedenti rendono ancora più incomprensibile il voto contrario in Parlamento alla nostra proposta, finalizzata ad avviare e completare il percorso per gli OSP necessari all’apertura ai voli passeggeri di linea dell’aeroporto di Taranto-Grottaglie.
Perché per Brindisi, Crotone, Ancona, Comiso e Trapani lo Stato può mettere risorse pubbliche, mentre per Taranto-Grottaglie, secondo FdI, dovrebbe improvvisamente pensarci soltanto la Regione Puglia?
Piuttosto che continuare a cercare giustificazioni per il voto contrario, gli esponenti di Fratelli d’Italia farebbero bene a spiegare ai cittadini di Taranto perché la loro maggioranza abbia bocciato una proposta che puntava semplicemente a superare un rimpallo istituzionale che dura ormai da oltre quattro anni.
Il percorso amministrativo sulla continuità territoriale di Taranto-Grottaglie, infatti, non nasce oggi. Fu avviato durante il Governo Conte II, formalizzato a maggio 2022, ma non fu possibile completarlo per l’ammodernamento dell’aerostruttura.
Da allora sono trascorsi più di quattro anni senza che si sia arrivati a una conclusione. Dopo anni di inerzia del Ministero delle Infrastrutture e numerosi atti di sindacato ispettivo parlamentare rimasti senza una risposta risolutiva, abbiamo quindi scelto la strada legislativa.
È esattamente questo l’obiettivo del nostro emendamento: superare definitivamente l’inerzia del Ministro, il rimpallo, portare a conclusione per legge il percorso sugli OSP, individuare risorse certe e creare finalmente le condizioni per l’avvio dei voli di linea dall’aeroporto di Taranto-Grottaglie.
Il problema, dunque, non è continuare a stabilire su chi scaricare le responsabilità. Il problema è capire se il Governo intenda finalmente garantire anche a Taranto ciò che lo Stato ha già garantito ad altri territori italiani.
Noi siamo disponibili a una convergenza istituzionale nell’interesse di Taranto. Adesso bisogna svegliare il ministro Salvini dal torpore che dura da anni e passare finalmente dalle parole ai fatti. Taranto merita rispetto. Il tempo della propaganda è finito».

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