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Amaro e durissimo il commento della consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Annagrazia Angolano, dopo la conferma della cessione a titolo gratuito della portaerei Giuseppe Garibaldi alla Repubblica Indonesiana.

Una decisione del Governo centrale che, secondo l’esponente pentastellata, ignora la volontà espressa all’unanimità dal Consiglio regionale della Puglia e priva Taranto di un’occasione di riscatto culturale ed economico.
“La partenza della Nave Garibaldi rappresenta una ferita profonda per il territorio tarantino», dichiara la consigliera Annagrazia Angolano. «Lo scorso marzo avevo portato in Consiglio regionale una mozione, sottoscritta e condivisa all’unanimità da tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione, per chiedere con forza al Governo e al Ministero della Difesa il blocco immediato della cessione. La proposta puntava a mantenere la nave a Taranto e a riconvertirla in un grande polo museale galleggiante, sfruttando anche i ribassi d’asta dei Giochi del Mediterraneo per la copertura finanziaria. Registrare oggi che il Governo Meloni e il ministro Crosetto hanno deliberatamente ignorato la voce unitaria della Puglia è un fatto grave, che svilisce la democrazia rappresentativa e mortifica le legittime aspirazioni della nostra comunità”.
Il progetto di trasformazione della Garibaldi in museo navale – già inserito nel piano “Cantiere Taranto” durante il Governo Conte II e sostenuto dal senatore Mario Turco – avrebbe rappresentato, secondo Angolano, un tassello strategico per la diversificazione economica e turistica della città, superando progressivamente il peso del monocolore industriale.
“Con una buona dose di lungimiranza mirata alla diversificazione socio‑economica e ai potenziali flussi turistici, avremmo potuto consegnare alle future generazioni un attrattore di risonanza mondiale, custodendo un simbolo identitario legato a Taranto da oltre 40 anni», prosegue Angolano. «Invece si è preferito regalare questo patrimonio pubblico all’estero, nell’ambito di un’operazione che lascia tuttora aperti troppi interrogativi sulle reali contropartite commerciali per l’industria della Difesa privata. Taranto non merita di essere trattata come una terra di conquista da saccheggiare e poi abbandonare! Continueremo a pretendere rispetto e trasparenza per la nostra terra e a batterci affinché le scelte strategiche sul futuro del territorio tornino ad essere decise con chi quel territorio lo vive ogni giorno”.

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