CRONACHE TARANTINE
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Fondi educativi dimezzati! Spiega in una nota il Consigliere regionale Cosimo Borraccino: “Il taglio ai fondi per i servizi educativi nel Mezzogiorno deciso dal Governo nazionale rappresenta, per la Puglia, un colpo pesante e difficilmente giustificabile".
"La riduzione delle risorse destinate agli asili nido e ai servizi per l’infanzia non è solo una scelta tecnica: è una misura che incide direttamente sulle possibilità di crescita, inclusione e sviluppo dei territori che più avrebbero bisogno di investimenti strutturali.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, guidato dal ministro Valditara, ha infatti ridotto la quota perequativa dal 20% al 10%, tagliando complessivamente 193 milioni di euro. Per la Puglia questo significa passare da una quota storica di 19 milioni nel 2023 a circa 17 milioni nel 2025, con una perdita stimata di 9-10 milioni di euro, pari a un dimezzamento delle risorse aggiuntive destinate a colmare i divari territoriali.
Una scelta che rischia di ampliare ulteriormente la distanza tra Nord e Sud, proprio nel settore dove il Mezzogiorno sconta già un ritardo storico: la carenza di asili nido e servizi educativi di base. È difficile comprendere come un Governo possa rivendicare politiche per la natalità e, allo stesso tempo, ridurre i fondi che permettono alle famiglie di conciliare vita e lavoro e ai bambini di accedere a servizi essenziali.
La Regione Puglia, negli ultimi anni, ha dovuto coprire con risorse proprie i vuoti lasciati dall’Esecutivo nazionale, intervenendo con scostamenti di bilancio e misure straordinarie per evitare che i Comuni e le famiglie restassero senza sostegni. Un impegno costante, portato avanti prima con il presidente Michele Emiliano e oggi con il presidente Antonio Decaro, per garantire continuità ai servizi e tutelare i diritti dei cittadini.
Il dimezzamento dei fondi destinati proprio ai territori più fragili appare come uno schiaffo al Mezzogiorno, un atto che scarica sulle Regioni la responsabilità di supplire alle mancanze dello Stato, replicando quanto già accade in settori cruciali come la sanità. Eppure, la Puglia ha scelto di non voltarsi dall’altra parte: ha continuato a investire, a sostenere i Comuni, a difendere le famiglie e le donne, consapevole che la crescita demografica e sociale passa necessariamente da servizi educativi solidi e accessibili”.