CRONACHE TARANTINE
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Il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e responsabile delle Politiche economiche e fiscali, critica duramente il governo Meloni in un’intervista pubblicata oggi da Repubblica.
Turco sostiene che, mentre la presidente del Consiglio si prepara a celebrare a Bari la longevità del suo esecutivo, il Paese affronta una situazione ben diversa: inflazione in risalita, energia più costosa, salari reali ancora inferiori dell’8,8% rispetto al 2021 secondo l’OCSE, produzione industriale in contrazione da oltre tre anni, debito pubblico aumentato di circa 450 miliardi dalla fine del 2022 e una crescita tra le più deboli d’Europa. A questo si aggiunge il dato demografico del 2025, con appena 355 mila nascite e un tasso di fecondità sceso a 1,14 figli per donna.
Il senatore denuncia inoltre l’aumento degli impegni sulla spesa militare — oltre 30 miliardi — a fronte della carenza di risorse per sanità, scuola, giovani, salari e imprese. Sul Mezzogiorno, Turco parla di propaganda smentita dai fatti: PNRR rimodulato, decontribuzione ridimensionata e credito d’imposta ZES in calo dai 2,3 miliardi del 2026 ai 750 milioni del 2028.
«La longevità non è sinonimo di buon governo», afferma Turco, chiedendo quale grande riforma sociale l’esecutivo Meloni lascerà agli italiani. «Un governo non si misura con il calendario, ma con i risultati. E su quelli c’è davvero poco da festeggiare».