CRONACHE TARANTINE
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La tensione tra Gianni Tartaglia e Bianca Boshnjaku continua a riverberarsi nel Partito democratico.
Il consigliere regionale Mino Borraccino torna a schierarsi apertamente con la consigliera e critica la scelta del gruppo consiliare dem di restare in aula durante la votazione che ha riportato Tartaglia alla guida della Commissione Servizi, anche grazie ai voti dell’opposizione. Per l’esponente regionale, quella rielezione non sarebbe dovuta avvenire dopo le dimissioni seguite allo scontro telefonico con Boshnjaku.
Nel mirino di Borraccino finisce soprattutto la segretaria provinciale Anna Filippetti, accusata di aver gestito male l’intera vicenda. «Nella vita alcuni valori non sono negoziabili. Per chi appartiene alla sinistra, i diritti civili, la lotta al razzismo e l’inclusione sono tatuati sulla pelle. L’offesa a una donna è un fatto grave: Tartaglia è una persona valida, ma ha sbagliato, e non si può far finta di nulla», afferma.
Secondo Borraccino, la segretaria avrebbe dovuto indicare al gruppo consiliare e alla rappresentanza in giunta di non partecipare al voto, spiegando le ragioni politiche del gesto senza mettere in difficoltà l’Amministrazione. Il caso resta aperto anche perché Tartaglia ha replicato alla collega sostenendo che «la verità non si fa con i post» e che eventuali accuse avrebbero dovuto seguire la via giudiziaria.
Borraccino critica inoltre la chiusura mostrata dal Pd jonico su due fronti: l’ipotesi di ingresso del sindaco nel partito e il mancato rientro di Boshnjaku, «iscritta al Pd ma respinta senza una discussione preventiva». Filippetti ribadisce che per far parte del partito occorre condividerne valori e votazioni, mentre la consigliera ha spesso assunto posizioni opposte alla maggioranza.