CRONACHE TARANTINE
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“Il futuro dell'aeroporto non può essere ridotto a scontro con Brindisi”.
Per Vincenzo Di Gregorio, consigliere Comunale di Azione Taranto, è una leva per diversificare l'economia ionica e affiancare all'industria nuove opportunità di lavoro e investimenti.
Il dibattito non deve limitarsi a come redistribuire il traffico esistente, ma chiedersi quanta domanda aggiuntiva può generare Taranto e quanto Grottaglie può portare a turismo e sistema produttivo. Su questo serve un confronto vero con Regione e Governo, senza accettare limitazioni preventive non motivate.
Richiamati i 70 milioni stanziati per lo Spazioporto nell'Accordo per la Coesione FSC 2021-2027: base concreta, ma ora serve un piano industriale chiaro con imprese coinvolte, investimenti privati e prospettive occupazionali verificabili. "Se Grottaglie può diventare polo aerospaziale capace di generare lavoro qualificato e commesse per le imprese locali - dice Di Gregorio - la rappresentanza tarantina ha il dovere di concorrere alla sua realizzazione, pretendendo chiarezza su impegni e tempi".
Di qui il no alla rinuncia ai voli civili in nome di benefici futuri ancora senza consistenza e scadenze definite. "Taranto non deve scegliere tra volare e lavorare. Grottaglie deve servire a entrambe le cose. Sarebbe difficile giustificare la rinuncia ai collegamenti passeggeri sulla base di promesse ancora prive di contorni".
I Giochi del Mediterraneo hanno dimostrato la capacità operativa dell'Arlotta, ma non bastano: servono studi sulla domanda e un confronto con i vettori per verificare la sostenibilità economica delle rotte di linea.
Da verificare anche la compatibilità tra voli civili e attività industriali e aerospaziali già presenti, individuando criticità e condizioni per procedere. In questo quadro, conclude Di Gregorio, anche il ruolo di Brindisi va considerato dentro una programmazione regionale equilibrata, dove il rafforzamento di uno scalo non comporta automaticamente l'indebolimento dell'altro.