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Difesa e lavoro. “Un piano straordinario di assunzioni, il recupero delle competenze perdute e la possibilità di assorbire parte dei lavoratori provenienti dall’ex Ilva e dall’indotto”.

È la proposta lanciata dal senatore del Movimento 5 Stelle Mario Turco, che ha annunciato un’interrogazione al Ministro della Difesa e la presentazione di un emendamento al prossimo decreto sull’ex Ilva per favorire nuove opportunità occupazionali all’interno dell’Arsenale Militare Marittimo di Taranto.
“L’Arsenale Militare Marittimo di Taranto deve tornare a rappresentare uno dei pilastri dello sviluppo industriale del territorio”. Ne è convinto il vicepresidente nazionale del Movimento 5 Stelle, Mario Turco, che accende i riflettori sulla situazione degli organici civili della struttura militare e chiede al Governo interventi concreti per invertire un progressivo ridimensionamento che, secondo le organizzazioni sindacali, dura da decenni.
“L’Arsenale Militare Marittimo di Taranto è una struttura strategica per la Marina Militare, per la Difesa nazionale e per l’economia del territorio ionico”, afferma Turco, evidenziando come la riduzione del personale rischi di compromettere capacità operative e patrimonio professionale.
Per questo il senatore pentastellato ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro della Difesa e annuncia un ulteriore intervento normativo nell’ambito del decreto dedicato all’ex Ilva. “L’obiettivo è favorire, nel rispetto delle procedure e dei requisiti previsti, l’ingresso nell’Arsenale di lavoratori provenienti dallo stabilimento siderurgico e dalle aziende dell’indotto coinvolte nella crisi industriale”.
Secondo i dati richiamati da Turco, i dipendenti civili dell’Arsenale sarebbero passati da oltre 4.700 unità nel 1975 a circa 900 oggi. Una contrazione che, a suo avviso, impone risposte immediate e una visione di lungo periodo. Da qui la richiesta al Governo di chiarire il numero effettivo degli organici, le carenze di personale e lo stato delle procedure relative alle 315 assunzioni previste per l’Arsenale, oltre a conoscere quante delle 1.452 nuove unità destinate al personale civile della Difesa saranno assegnate a Taranto.
Turco sottolinea tuttavia che il tema non può limitarsi alle sole assunzioni. Per il senatore serve una strategia pluriennale capace di affrontare il ricambio generazionale, la formazione del personale e il trasferimento delle competenze tecniche, coinvolgendo università, ITS Academy, organizzazioni sindacali e istituzioni locali.
Nel mirino del parlamentare anche il tema delle lavorazioni esternalizzate negli ultimi anni. “Occorre fare piena luce sulle attività affidate all’esterno e valutare quali possano essere progressivamente reinternalizzate”, sostiene, con l’obiettivo di rafforzare la capacità industriale pubblica dell’Arsenale e valorizzarne il ruolo strategico.
Per il Movimento 5 Stelle, il rilancio della struttura militare rappresenta una delle possibili risposte alla difficile fase economica e occupazionale che attraversa il territorio ionico. “Mentre si vive una fase di gravissima crisi industriale e occupazionale per Taranto, segnata innanzitutto dalla vertenza ex Ilva e dal suo indotto, il rilancio dell’Arsenale può diventare uno dei pilastri della diversificazione produttiva del territorio”, conclude Turco, chiedendo un vero piano strategico fondato su nuove assunzioni, innovazione tecnologica, ammodernamento infrastrutturale e recupero delle lavorazioni interne. Un progetto che, secondo il senatore, potrebbe restituire centralità all’Arsenale nella politica industriale della Difesa e creare nuove opportunità occupazionali per giovani e lavoratori colpiti dalla crisi del comparto industriale tarantino.

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