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Il deputato di Fratelli d'Italia replica alle dichiarazioni della collega Viggiano e accusa l'amministrazione comunale di immobilismo: «Taranto non può essere governata con i veti e i no pregiudiziali».


«La deputata Viggiano continua a raccontare una versione dei fatti che non corrisponde alla realtà». È netta la replica del deputato di Fratelli d'Italia, Dario Iaia, nel dibattito sul futuro dell'ex Ilva e sulla proposta della nave gasiera avanzata dal Governo per garantire la continuità energetica dello stabilimento.
Secondo Iaia, l'esecutivo non avrebbe mai chiesto al sindaco di Taranto un via libera «a occhi chiusi», ma avrebbe individuato una soluzione concreta per affrontare una fase particolarmente delicata della vertenza. «È stato il sindaco Bitetti a negare la disponibilità all'utilizzo della nave gasiera fuori rada. Una scelta politica legittima, sulla quale però oggi deve assumersi la responsabilità delle conseguenze», afferma.
Il parlamentare contesta inoltre la tesi secondo cui il Governo avrebbe dovuto presentare preventivamente un progetto autorizzativo completo. A suo giudizio, il percorso tecnico e amministrativo avrebbe potuto avviarsi soltanto dopo una disponibilità di massima da parte del Comune. «Il diniego del sindaco ha bloccato a monte quella possibilità», sostiene.
Iaia richiama poi la successiva decisione della Corte d'Appello che, evidenzia, ha determinato la cessazione dell'operatività dell'area a caldo, con pesanti ripercussioni per lo stabilimento e per i lavoratori. «Non si può prima dire no a una soluzione e poi, quando arrivano le conseguenze, attribuire la responsabilità a chi quella soluzione l'aveva proposta», aggiunge.
L'esponente di Fratelli d'Italia allarga quindi il ragionamento all'azione amministrativa del Comune, accusando l'attuale governo cittadino di essere «prigioniero della politica dei no» e incapace di fornire risposte concrete alle vertenze aperte sul territorio.
Nel mirino finiscono anche le questioni legate ai lavoratori della Pasquinelli e del servizio di manutenzione del verde pubblico. «Se non si riesce a dare una risposta neppure a poche decine di lavoratori, viene spontaneo chiedersi come questa amministrazione possa affrontare una crisi occupazionale e industriale ben più ampia come quella dell'ex Ilva», osserva.
«Taranto ha bisogno di responsabilità, capacità di governo e disponibilità al confronto», conclude Iaia. «Chi ha scelto il muro contro muro abbia almeno il coraggio di assumersi la responsabilità delle proprie scelte».

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