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“In queste ore si leggono note stampa, commenti, posizioni politiche che sembrano avere una matrice comune: buttare tutto nel caos per evitare che ognuno si assuma la sua parte di responsabilità.


Questo atteggiamento non è accettabile. Non lo è perché il futuro di questo territorio coinvogle la politica locale, regionale e nazionale e nessuno, indipendentemente dai partiti o dai colori politici, può sentirsi esente da responsabilità. 
Taranto -afferma il vicesindaco Mattia Giorno- sta attraversando il momento storico più difficile in assoluto: vertenze occupazionali, crisi industriali, rischi di impoverimento generale, chiusura non programmata del siderurgico, punto di non ritorno su problemi storici come il bilancio del comune o il dossier Kyma Ambiente. 
La scelta di strumentalizzare le vicende, a partire dalla delicata situazione che vivono i lavoratori di queste vertenze, è la risposta sbagliata. La politica, anche quando in opposizione, deve proporre soluzioni. Pensare di buttarla nel caos non è l’approccio di cui Taranto ha bisogno perché potremmo passare ore e ore nel cercare alibi, responsabilità pregresse o eventuali colpe.
In questo momento -prosegue Giorno- serve invece affrontare le vicende con senso di responsabilità, a partire dalla gestione ordinata dei consigli comunali.
Nessuno può pensare che noi siamo lontani dai problemi o che non viviamo con apprensione le vicende occupazionali, tutte. Sono il nostro chiodo fisso e sono i temi sui quali stiamo lavorando più di tutto in assoluto. 
E proprio per questo la politica deve fare il suo, su tutti i livelli. Il Governo deve dirci anzitutto cosa intende fare per risolvere la questione ex Ilva, madre di tutte le questioni. Nessun alibi può essere accettato: nemmeno la scusa della nave rigassificatrice. Serve dire con chiarezza cosa si intende fare, con quali strumenti e con quali risorse. E serve farlo con chiarezza perché questa è la città in cui tutti vogliamo continuare a vivere e mettere ogni questione sul tema dello scontro non può far altro che impoverire la città, svuotandola e togliendole la prospettiva di futuro. 
Da parte nostra tutto l’impegno c’è e resta ma se ognuno prova a scaricare colpe o fuggire dalle responsabilità allora l’esito è già scritto e non è nulla di buono Taranto. 
Ora tocca alla classe dirigente territoriale, di ogni colore politico, dimostrare -conclude Giorno- di cosa è capace oltre le legittime rivendicazioni di parte”.

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