CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
La consigliera regionale M5S nel Salone della Provincia per "La guerra la paghi tu": "La guerra la paghiamo con il carrello della spesa e con le bollette".
"Taranto non ha bisogno di nuove etichette, non ha bisogno di divisioni. Ha bisogno di essere riappacificata". È netta Annagrazia Angolano, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, rispondendo alle domande di Cronache Tarantine, intervenuta ieri sera a Taranto nella tappa del tour nazionale "La guerra la paghi tu – Come ci tolgono i soldi per spenderli in armi".
Nel Salone di Rappresentanza della Provincia di Taranto gremito, davanti al roll-up che dà il titolo all'iniziativa, Angolano ha parlato ai nostri microfoni con un messaggio doppio: nazionale, sul costo del riarmo, e locale, sul futuro della sua città.
Per la consigliera regionale il filo è lo stesso: le scelte su dove spendere i soldi pubblici.
“La guerra la paghiamo tutti noi, la paghiamo ogni giorno – dice nel video – la paghiamo con il carrello della spesa, la paghiamo quando ci arrivano le bollette a casa per la nostra abitazione. La paghiamo con le liste d'attesa. Un paese non si misura nel numero di missili o di carri armati a disposizione. Si misura nella protezione che riesce ad offrire ai suoi cittadini nel momento in cui chiedono aiuto, nel momento in cui hanno bisogno, nel momento in cui i giovani chiedono una speranza per il proprio futuro".
Poi l'affondo su Taranto, nel momento più delicato degli ultimi anni, tra vertenza ex Ilva, blocchi stradali, cortei annunciati e paura per il futuro.
“Non userei nessun termine divisivo per Taranto – ha aggiunto – perché Taranto ha bisogno di essere riappacificata. È una città che chiede a gran voce una riconversione socio-economica vera".
Per Angolano la vecchia dicotomia è finita: “Salute, ambiente e lavoro sono diritti con la stessa importanza, che non devono confliggere. Se non c'è salute non c'è neanche lavoro, ma dobbiamo lavorare perché ci sia armonia e abbandonare l'antica dicotomia del passato. Basta con il ricatto occupazionale".
Un invito esplicito a superare contrapposizioni tra operai e cittadini, tra chi manifesta per la fabbrica e chi per la salute, che in questi giorni stanno lacerando la città alla vigilia del grande corteo del 17 ottobre.
“Difendere gli interessi dell'Italia – ha concluso – significa prima di tutto difendere il benessere delle persone, garantire servizi pubblici efficienti e investire nel futuro. E Taranto, in questo, è l'emblema nazionale".