CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
La consigliera comunale Bianca Boshnjaku interviene sul dibattito relativo alla crisi del comparto mitilicolo e chiede di non modificare l’ordinanza che vieta l’immissione nel Mar Piccolo di seme non autoctono, per tutelare identità, tradizione e valore economico della cozza tarantina.
«Vorrei richiamare l’attenzione su una questione che ritengo fondamentale per Taranto e per il futuro dei nostri mitilicoltori. Sappiamo bene che le temperature eccezionalmente elevate di luglio hanno provocato una grave moria del seme delle cozze, mettendo ulteriormente in difficoltà un settore già duramente provato. Ma proprio per questo dobbiamo fare molta attenzione alle scelte che intendiamo compiere.
A novembre i mitilicoltori potranno riprendere la semina e già da maggio 2027 potremo avere nuovamente il nostro prodotto, seppure di dimensioni più piccole, per arrivare poi nel 2028 a una produzione più matura.
Che senso avrebbe consentire l’introduzione nel Mar Piccolo di seme proveniente dall’estero o comunque non autoctono?
La cozza tarantina non è una cozza qualsiasi. È un prodotto conosciuto, apprezzato, legato indissolubilmente alla storia, alla tradizione e all’identità della nostra città. È proprio questa identità che rappresenta uno dei maggiori valori economici e commerciali per i nostri produttori. L’ordinanza n. 8 voluta dall’allora sindaco Melucci, che vieta l’immissione di cozze non autoctone nel primo e nel secondo seno del Mar Piccolo, rappresenta una scelta lungimirante, che oggi più che mai merita di essere difesa.
Aiutiamo concretamente i nostri mitilicoltori a superare questa fase difficile, ma senza compromettere il futuro della cozza tarantina. Si trovino soluzioni diverse e adeguate per sostenere l’intero comparto senza incidere sulla purezza e sulla storicità del prodotto.
Perché difendere la cozza tarantina significa difendere Taranto, la sua economia, le sue tradizioni e soprattutto il lavoro di chi, da generazioni, vive del nostro mare.
E su questo, tutta la maggioranza non deve fare nessun passo indietro».