CRONACHE TARANTINE
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Una seduta straordinaria e urgente del Consiglio comunale di Taranto interamente dedicata a Kyma Ambiente, per fare chiarezza sulla situazione economico-finanziaria della società, sull’annunciata chiusura dell’impianto di compostaggio e sulle prospettive dei servizi e degli impianti aziendali.
È quanto chiedono Massimiliano Stellato, Giampaolo Vietri, Adriano Tribbia, Emiliano Messina, Salvatore Brisci, Rosario Ungaro, Francesco Tacente, Luca Lazzaro, Cosimo Di Bello, Gregorio Stano e Tiziana Toscano, con una richiesta che pone al centro la salvaguardia dell’occupazione, la continuità dei servizi e la tutela del patrimonio pubblico.
I consiglieri d’opposizione, in sostanza, insistono su un tema che sta preoccupando molto. Perché si parla di una società partecipata del Comune che versa in gravi condizioni economiche e ciò si riverbera sui cittadini, sulla raccolta dei rifiuti urbani in pratica. La richiesta di un Consiglio monotematico a pochi giorni dallo stesso in cui si è argomentato su Kyma Ambiente (il 19 scorso), è la conseguenza evidentemente che il bilancio approntato dall’amministratore unico ing.Nacci e le nubi che aleggiano sulla società, ripetiamo, lasciano dubbi e non pochi su quel che potrà accadere.
L’iniziativa raccoglie le preoccupazioni espresse dalle organizzazioni sindacali FP CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI, FIADEL, SIULS e NIDIL CGIL che hanno sollecitato tutti i gruppi consiliari a promuovere un confronto pubblico fondato su atti ufficiali e dati aggiornati, richiamando le criticità della partecipata e i timori per il suo futuro, aggiungono i consiglieri.
A rendere particolarmente urgente il confronto, dicono, è l'ipotesi di chiusura dell’impianto di compostaggio. Una prospettiva che richiede risposte tempestive sulle motivazioni della decisione, sulla durata prevista, sulle alternative esaminate e sulle conseguenze economiche, ambientali e occupazionali.
“Occorre chiarire anche dove saranno destinati i conferimenti e quali effetti potranno determinarsi sui costi del servizio e sul personale”, commentano.
La richiesta di convocazione “allarga lo sguardo all’intera situazione aziendale: dai bilanci consuntivi 2024 e 2025 allo stato aggiornato di debiti, crediti e liquidità, fino ai rapporti finanziari con il Comune”. Ma non solo: “Particolare attenzione viene riservata al futuro dell’impianto di Pasquinelli, ai programmi di manutenzione e investimento e alle eventuali ipotesi di riorganizzazione o esternalizzazione dei servizi di spazzamento e raccolta, sulle quali è necessario conoscere indirizzi, contenuti e possibili ricadute”.
Per i consiglieri, quindi, “il Comune deve rendere esplicite le scelte che intende perseguire nel proprio ruolo di socio pubblico. Il futuro di Kyma Ambiente riguarda direttamente la qualità dei servizi ai cittadini, la sicurezza occupazionale e la capacità della città di preservare e valorizzare il proprio patrimonio impiantistico”.
Ed è “per questo il confronto istituzionale deve svolgersi in tempi rapidi, prima che si consolidino decisioni difficilmente reversibili. L’obiettivo è arrivare a una ricostruzione documentata delle scelte gestionali e degli indirizzi del socio pubblico, per definire un percorso di rilancio con obiettivi chiari, tempi certi e verifiche periodiche. Una responsabilità – concludono - che riguarda l’intera città e che deve tradursi in risposte concrete per i lavoratori e per i cittadini”.