CRONACHE TARANTINE
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Il ruolo centrale del futuro sindaco di Taranto, come recita la prassi in queste occasioni, non è in discussione.
Per far ripartire il calcio rossoblù il primo cittadino dovrà agire con giustezza e consapevolezza, veicolando le manifestazioni di interesse e fungendo da tramite con le istituzioni calcistiche nazionali e regionali. La presumibile iscrizione in sovrannumero, se come sembra si dovrà ricominciare dalla categoria di Eccellenza, consente di rispettare la tempistica anche se non sono ammessi tentennamenti o sottovalutazioni durante il periodo estivo. Certo, qualcuno potrà obiettare che tra le svariate problematiche da affrontare, il calcio debba rivestire comunque un ruolo subalterno a temi più centrali come il lavoro, la salute, la sicurezza o la sanità, ma è altrettanto vero che le passioni e gli entusiasmi che sono in grado di far pulsare il calcio o lo sport in generale hanno il diritto di essere riacquistati. Il calcio, o lo sport in generale, sono sin troppo sottovalutati per l'impatto che in termini emotivi e culturali hanno sulla collettività. Basterebbe tornare indietro di un anno, ai sogni cullati, ai diecimila dello Iacovone in ordine sparso tra abituali e occasionali. Ora di calcio non si parla, non si sfiora nemmeno l'argomento, ma se ne dovrà parlare presto. E seriamente, in termini progettuali, di attivo rilancio delle ambizioni, per una pronta risalita da far coincidere con i benefici strutturali derivanti dai prossimi Giochi del Mediterraneo. Anche perché le ultime discussioni in materia calcistica sono ancora impregnate di quel sapore acido e indigesto: dai ricorsi da affrontare fino all'ultimo grado di giudizio contro l'esclusione del campionato, al disegno di un passaggio notarile per favorire l'ingresso di una cordata composta da imprenditori svizzeri e piemontesi (dichiarazioni virgolettate). Tutto rimanda al Taranto Fc 1927, spiaggiato da qualche parte, chissà se investigato nel frattempo dalla Procura della Repubblica, a cui ha dato mandato nelle scorse settimane il Tribunale di Taranto per approfondire le lacune erariali sulla scorta del debito esistente. Tra i mille pensieri che il futuro sindaco vedrà fluttuare nella propria mente, una piccola fessura dovrà essere aperta per la ripartenza del calcio della prima squadra. A meno che il primo cittadino, in questa fase decisiva di ricostruzione, non abbia soltanto un ruolo formale e che dietro le quinte si stiano decidendo (o si siano già decise a grandi linee) le modalità della ripartenza. Magari con il ruolo primario della Fondazione, probabilmente con la partecipazione di soggetti imprenditoriali opportunamente incoraggiati. L'esperienza, anche recente, ci insegna che quando si sbraita tanto, quando le parole sovrastano i fatti (personaggi spuntati in primavera hanno fatto perdere le tracce), le possibilità di costruire qualcosa di positivo e affidabile si riducono miseramente. Forse, almeno è l'auspicio, dietro tutto questo silenzio c'è qualcuno, o più di uno, che hanno già apparecchiato la tavola per l'ennesimo anno zero del calcio tarantino: oggettivamente uno dei più complicati e ricchi di incognite tra stadi da chiedere in prestito e territori calcistici inesplorati.