CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Malgrado non ci si creda, dato lo scenario pressoché privo di impulsi, questi che viviamo non sono giorni banali per il futuro calcistico del Taranto.
Potremmo confrontarci con una pagina da svoltare e ritrovarci davanti ad una totalmente bianca, primo capitolo di una storia tutta da riscrivere. In ballo c'è la sopravvivenza del Taranto FC 1927, intesa come dicitura. Opinione comune è che per oggettive inadempienze economiche, insostenibilità finanziaria nel breve e medio periodo e precisi indirizzi delle massime istituzioni politico-sportive, la matricola esclusa dal recente campionato di Serie C sia destinata prima o poi a scomparire. E questo “prima o poi” che non si riesce ancora a calibrare rendendo il quadro abbastanza incerto. Oggi, 6 giugno scadeva, anche per il Taranto, l'obbligo di accertare di aver saldato il debito degli stipendi fino al mese di aprile e contributi fino al mese di marzo (si parte da novembre). La Covisoc avrà qualche giorno di tempo per esaminare la pratica eventuale e dopo le verifiche di rito fare apposita comunicazione alla Procura Federale che stabilirà o meno il nuovo deferimento. Non ci sono segnali che possano spingere Giove a rispettare gli impegni. Ma l'atto ufficiale di radiazione non è così scontato nella tempistica e nella sostanza. Se, come sembra, Giove non abbia la forza per sanare tutti gli arretrati, la situazione potrebbe subire un'accelerata nella sua precipitazione, ad esempio, con un'istanza di fallimento in fase di ultimazione. Ma, nel rispetto sempre delle pendenze da chiudere, a Giove non osterebbe tenersi stretto il titolo e iscriverlo anche in una categoria dilettantistica inferiore, generando l'allungamento del più acido dei brodi. In perenne mutismo, in apparente immobilismo, c'è da capire quale sia realmente l'atteggiamento di Massimo Giove che resta ancora il proprietario del club oggetto di esclusione. Se dovessimo seguire le linee di condotta ufficiali, Giove avrebbe chiuso già da tempo con il calcio. Già dallo scorso mese di agosto, proprio con un'intervista a Cronache Tarantine, ufficializzò il suo disimpegno. Poi ci fu la rocambolesca trattativa naufragata nel giro di poche settimane con il fondo anglo-americano riassunto nella figura di Mark Campbell e successivamente la volontà chiara di cedere ad una cordata di imprenditori svizzeri e piemontesi per un passaggio di consegne che, sempre secondo le dichiarazioni di Giove, si sarebbe concretizzato celermente davanti ad un notaio. Anche questa trattativa, legata allo sterile attivismo di Rinaldo Zerbo, è evaporata con la primavera. Ma, come ben sappiamo, un conto è quello che si vuol fare trapelare e un altro sono i comportamenti che sfuggono al pubblico dominio. Giove, infatti, avrebbe provato a tenere un rapporto con alcune autorità della Federazione, cercato di capire i margini di manovra, le reali possibilità. Magari avrà anche fatto pressione per rivendicare alcuni diritti e lavorare per una sua sopravvivenza sportiva. Le contingenti necessità di alzare la soglia di attenzione sulla reale solvibilità dei club, il classico giro di vite che si vuole dare per premiare le società virtuose e non tenere in piedi soluzioni equivoche, sembrano sbarrare la strada. E poi quanto è accaduto nell'ultima stagione è stata una pubblicità troppo negativa per concedere ulteriori chances di riproposizione. Ma, è bene sottolinearlo, il futuro del calcio a Taranto non ha risonanza nazionale, ma ahinoi regionale. C'è chi ipotizza che per avere un definitivo atto ufficiale di radiazione (se davvero ci sarà questa volontà) ci sia da attendere qualche settimana, forse a cavallo tra la fine del mese di giugno e l'inizio del mese di luglio. Da quel momento ci sarebbe spazio per costruire un nuovo percorso, con una nuova società e nuove prospettive. Si discute molto dei tempi, quelli ci sono, se – come ormai si desidera idealmente – il Taranto rientrerà nel sistema calcistico dalla porta di servizio (Eccellenza) in sovrannumero. Fattori determinanti saranno la pronta operatività del futuro sindaco, l'esistenza di soggetti imprenditoriali che possano caricarsi questo nuovo avvio del calcio rossoblù. Insomma figure esterne che lavorino per un'immediata ripresa. In attesa di comunicazioni ufficiali di qualsiasi tipo.