CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Imprenditori nazionali e internazionali, cordate locali o di fuori Taranto, ex presidenti rossoblù come Gigi Blasi e Domenico Campitiello.
Ascoltando dichiarazioni e captando indiscrezioni che circolano in questa estate vieppiù bollente, ci sarebbe la ressa o un groviglio di interessi intorno alla tanto auspicata ripartenza del calcio ionico. Non è proprio così anche se vorremmo davvero che queste manifestazioni avessero un valore di accertata concretezza. Però è bene non perdere di vista l'oggettività della situazione. Anche a costo di smorzare qualche entusiasmo primordiale. Scottati dalle vicende degli ultimi anni (verrebbe da dire decenni) il disincanto e il pragmatismo sono oggi più consoni rispetto a false illusioni e ingenuità. Il “commissario” Ferrarese ha parlato di sondaggi di qualche gruppo imprenditoriale, volontà di acquisire informazioni. Blasi e Campitiello, per le informazioni raccolte, si sarebbero fermati al “pensierino” di volersi imbarcare in questa nuova ma affascinante impresa. Perché al di là del tempo (che è ancora sufficiente ma comincia a diminuire giorno dopo giorno) necessario per organizzare un piano industriale pluriennale, ci sarebbero diverse situazioni da valutare se ci mettiamo nei panni del volenteroso acquirente. Innanzitutto la categoria da cui si deve ricominciare non agevola. Se avessimo all'orizzonte un torneo di Serie D, con tutto il corollario di agevolazioni che possono derivare dai contemporanei Giochi del Mediterraneo, l'offerta di ingresso sarebbe sicuramente più allettante. Ora, però, il primo gradino da scalare è l'Eccellenza e questo anche a livello psicologico può rappresentare un freno. Anche perché vorrebbe dire attendere due anni per riassaporare il calcio professionistico, a patto che per un biennio tutto giri alla perfezione e nel calcio, lo sappiamo bene, gli inciampi sono sempre dietro l'angolo. Il ragionamento non è teso a scoraggiare o impedire un rilancio che in realtà è auspicato fortemente, ma per evidenziare che sarà necessario armarsi di risorse economiche e desiderio di ferro. Salti nel buio, modalità dirigenziali approssimative sono da bandire. Per ora, quindi, siamo nell'ambito del “pensierini” magari in attesa che la matassa estiva cominci a srotolarsi. L'8 luglio è una data formale per decretare la fine dell'esperienza di Massimo Giove come proprietario del sodalizio rossoblù. L'esito appare scontato, la procedura di fallimento sarà conclamata e la matricola Taranto FC 1927 andrà in archivio. Forse chi è ora nell'ombra e tentenna per vederci più chiaro, sarà propenso a uscire fuori e formalizzare il proprio interesse. Blasi e Campitiello, per i quali in tanti si spendono per un ritorno, hanno l'ulteriore virtù di sapere bene cosa significhi fare il presidente del Taranto e, bene ricordarlo ai chi pecca di memoria, hanno sofferto parecchio alla fine delle rispettive gestioni, per un addio traumatico non privo di scorie emozionali. Mai dire mai, ma se non si verificano certe condizioni, se gli equilibri ambientali non si ripristinano, quel mai dire mai rischia di trasformarsi in un mai.