Image

Il Taranto FC 1927 si avvia ad essere il passato, una semplice matricola da archiviare, non un simbolo o un vessillo, quelli si tramandano e non si smarriscono. Il tribunale di Taranto ha individuato solide criticità per avviare la procedura di liquidazione giudiziale.

Nel dispositivo si legge che tale decisione sarebbe presa “considerate la specifica natura dell'attività esercitata dalla debitrice e l'approssimarsi della stagione sportiva”. Aggiunge anche che conseguentemente “autorizza il curatore all'esercizio dell'impresa in vista della relativa ed eventuale prosecuzione della stessa, salva successiva e immediata valutazione ed eventuale proposta di cessazione ai sensi dell'art. 211, comma 3, CCII” ove detta prosecuzione dovesse arrecare pregiudizio ai creditori”. Un appiglio tecnico che, nella sostanza, non cambia il destino e il futuro di rinascita del calcio rossoblù. La Figc avrebbe tutte le carte in regola, in breve tempo, per creare un percorso funzionale alla costituzione di una nuova società. C'è un'ansia da ripresa, la città tifosa (in verità si ravvisa un grado di disaffezione e di distacco dal pallone che limita questa porzione) chiede un cambio di marcia. Non più avventurieri, non più mercenari, non più squattrinati, non più approfittatori. L'esperienza ci insegna che “santi” o “benefattori” nel mondo del calcio non sono in maggioranza, a volte bisogna compromettere la seducente visione romantica verso questo sport. Al netto dell'attenzione indispensabile da porre sulla gestione economica del club, sono sempre i risultati che muovono i giudizi e gli sbalzi di umore. E lo saranno anche in futuro. Nella situazione attuale, di apparente immobilismo, di gruppi o uomini singoli che magari attendono nell'ombra, alla luce del ritardo che fatalmente fungerà da iniziale zavorra, meglio compiere per bene il primo passo. Augurarsi che la futura società si crei con solide basi e intendimenti. I problemi spunteranno (stadio, strutture dove allenarsi, soldi da investire, settore giovanile) e si affronteranno uno alla volta. E' la normalità di un'impresa da avviare da zero. Si richiede solo una coesione di volontà positive di chi deve avere comunque un ruolo in questa rinascita. Poi bisognerà misurarsi con una categoria sconosciuta (Eccellenza) e proprio per questo da non sottovalutare. I territori bisognerà tastarli prima di accertare la propria egemonia. Sicuramente chiamarsi Taranto sarà come camminare giornata dopo giornata con un bersaglio sulla schiena. Bisognerà faticare, come in tutte le categorie. E sarebbe solo il primo gradino da scalare. Per iniziare si seguirà il percorso già tracciato a parole. Ora contano i fatti. Il prossimo Consiglio Federale potrebbe, quindi, decretare la revoca dell'affiliazione e, non sappiamo se di pari passo o più in là, verranno indicati le istruzioni da seguire per aprire il bando pubblico che dovrà attirare le più genuine manifestazioni di interesse. Inclusa l'indicazione della cifra da anticipare a fondo perduto che dovrebbe aggirarsi sui 250mila euro. Sarà la Federazione che dirà l'ultima parola e benedirà il nuovo corso calcistico tarantino. Tempi stretti ma sufficienti affinchè in pieno agosto il Taranto possa ritagliarsi un posto nel massimo torneo dilettantistico regionale.

Pecoraro Hair Beauty
Pecoraro Hair Beauty
STONEG S.R.L.
Pecoraro Hair Beauty
Pecoraro Hair Beauty
Pecoraro Hair Beauty
Franky
MtService
CM-TS S.R.L.
Gruppo Jolly
BUILD ENGINEERING
Flaminia
Flaminia
Flaminia